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Lunedì arriva la manovra del governo Monti: in agenda pensioni, piano casa, iva e lavoro

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Sarà un altro fine settimana ricco di rumor, indiscrezioni e prese di posizione. E’ il week end che anticiperà l’approvazione della manovra “equità-crescita-rigore” del nuovo governo Monti. Il premier domenica incontrerà i sindacati e i rappresentanti degli enti locali per illustrare le linee guida dei provvedimenti che il Consiglio dei Ministri varerà il giorno successivo. La manovra, che potrebbe aggirarsi intorno ai 25 miliardi di euro, secondo le intenzioni del professore dovrebbe stimolare la crescita e contenere l’enorme debito pubblico, ma al suo interno ci saranno anche “riforme strutturali” per centrare il pareggio di bilancio entro il 2013. L’approvazione dell’intero pacchetto dovrebbe avvenire in tempi record, ovvero prima delle festività natalizie.
 
Riforma previdenziale

E’ lo snodo più critico di tutta la manovra, viste le forti resistenze da parte dei sindacati e di alcune forze politiche. Come accennato a Bruxelles dal ministro del Welfare, Elsa Fornero, il nuovo sistema pensionistico sarà contributivo “pro rata” per tutti a partire dal prossimo anno. In parole molto semplici: ogni individuo incasserà nella misura di quanto ha dato. Secondo le ultime ipotesi, l’idea che avanza è quella di un innalzamento immediato dell’età pensionabile delle donne a 62-63 anni per poi raggiungere nel 2016-2018 la soglia di vecchiaia per gli uomini che potrebbe aumentare da 65 a 66 anni. Per usufruire dei trattamenti pensionistici, inoltre, potrebbe essere inserito l’obbligo della maturazione di almeno 20 anni di contributi.

Piano Casa

E’ l’altro pilastro della manovra Monti che dovrebbe ruotare intorno alla reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, cancellata definitivamente nel 2008 dal governo Berlusconi. Per salvaguardare il principio di equità, l’imposta sulla prima abitazione potrebbe andare a braccetto con una serie di detrazioni in base al reddito e alla composizione del nucleo famigliare. L’Ici dovrebbe diventare “super” per le seconde e le terze case. Queste tasse, con ogni probabilità, confluiranno nella nuova Imu (Imposta municipale unica) e saranno accompagnate dalla rivalutazione delle rendite catastali (ferme dal 1996), elevandole al 15-20% sui valori attuali. Con la reintroduzione dell’Ici sulla prima casa si allontanerebbe l’ipotesi della patrimoniale, anche in forma soft.
 

Iva più salata per tentare di abbassare Irap e Irpef
Spostare la tassazione da individui e aziende ai consumi e patrimoni. In quest’ottica dovrebbe inserirsi un ulteriore ritocco verso l’alto dell’Iva ordinaria, già portata al 21% dall’ultima manovra del governo Berlusconi. Secondo indiscrezioni di stampa ci potrebbe essere anche un innalzamento dell’Iva agevolata dal 10% all’11%, mentre non dovrebbe subire variazioni l’Iva al 4% (acquisto prima casa e beni alimentari). La maggiore tassazione sui consumi, secondo le intenzioni del nuovo esecutivo, dovrebbe favorire un abbassamento della pressione fiscale su individui e imprese (Irpef e Irap).

Lavoro

Su questo fronte la confusione è ancora alta e solamente nelle prossime ore si saprà qualcosa di più. Un primo provvedimento, ipotizzato da Corrado Passera durante l’incontro con le imprese, riguarda la possibilità di pagare i debiti arretrati verso i privati della pubblica amministrazione attraverso i titoli di Stato. Infine, il ministro Elsa Fornero si è detta favorevole all’introduzione del “reddito minimo garantito”, che al giorno d’oggi è presente in ogni Paese dell’Unione Europea, tranne la Grecia, la Bulgaria e appunto l’Italia.