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Lucchini si affida a Ubm per valutare l’opzione Borsa

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Il 2006 è certamente l’annus pulcherrimus per le società che vogliono quotarsi, come dimostrano i tanti sbarchi felici di questi primi mesi e il numero di aziende che si sono accodate per arrivare al listino. Tra queste ultime, secondo quanto risulta a Finanza.com, è spuntata anche la Lucchini, il gruppo siderurgico bresciano controllato al 70% dalla russa Severstal. Che, in verità, solo qualche mese fa durante un incontro con la stampa aveva negato che ci fosse un interesse per la borsa. La società nel 2005 ha visto gli utili raddoppiare a 73,2 milioni di euro con ricavi complessivi pari a 2.421,5 milioni di euro mentre il margine operativo lordo ha registrato una crescita del 13,4% attestandosi a 321,0 milioni di euro (283 milioni di euro nel 2004). Numeri positivi che, uniti all’indebitamento tornato a livelli accettabili (circa 550 milioni a fine 2005) dopo l’aumento di capitale, avrebbero fatto cambiare idea alla proprietà in un periodo di assoluto favore per le le Ipo. Inoltre, secondo quanto appreso da questa testata, si sarebbe chiuso nei giorni scorsi l’arbitrato tra la società bresciana e la società svizzera Egl-Elektrizitats-Gesellschaft Laufenburg AG (presente in Italia anche con una jv nel campo dell’energia con Hera in Campania). Il collegio arbitrale avrebbe condannato la società italiana al pagamento di circa 1,76 milioni di euro più interessi. Lo studio della quotazione è stato affidato alla Ubm del gruppo Unicredito, e sarebbe ancora in una fase preliminare di valutazione strategica dell’operazione.