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Lottomatica la storia del giorno, denaro su Rcs e Unicredit

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In Italia, a tenere banco è stata Lottomatica, nel giorno della conferenza stampa che ha seguito l’annuncio del matrimonio con GTech. Dall’incontro è emerso che nel 2007 i ricavi della nuova entità che scaturirà dall’unione delle due società dovrebbero attestarsi a quota 2 miliardi di euro, con una crescita composta annua nell’ordine dell’11%, mentre l’Ebitda dovrebbe posizionarsi a 800 milioni, con una crescita composta annua dell’8%. “Il dividendo relativo all’esercizio 2005, che sarà deliberato prima della transazione, sarà in linea a quello precedente e il monte dividendi sarà circa 120 milioni di euro” ha risposto invece Lorenzo Pellicioli, amministratore delegato di De Agostini, controllante di Lottomatica con in mano il 58%, a chi gli chiedeva ragguagli sulla poltica di dividendo. A Piazza Affari l’azione Lottomatica, dopo una partenza in forte calo, è riuscita a limitare i danni riducendo notevolmente le perdite, per poi terminare con una flessione dell’1,76%. All’interno dell’S&P/Mib invece il mercato ha riscoperto Seat Pagine Gialle, che ha chiuso con un notevole +4,41%. In forte rialzo anche Unicredit (+3,21%), sulle indiscrezioni che sulla seconda banca polacca che l’istituto guidato da Alessandro Profumo ha acquisito insieme ad Hvb, Bph, avrebbe messo gli occhi l’olandese Rabobank. Denaro battente poi su Rcs (+3,22%), mentre è attesa, soprattutto alla luce dell’incontro tra i consulenti della Magiste di Stefano Ricucci e il direttore generale di Banca Popolare Italiana, Divo Gronchi, una soluzione in merito alla quota di titoli del gruppo editoriale affidati in garanzia all’ex popolare lodigiana. Sugli scudi anche Saipem, Fondiaria-Sai, Mps e Fiat. Tra i titoli in maggiore calo, invece, si sono messi in evidenza Bulgari (-1,04%) e Terna (-0,45%). Infine, sul listino del Midex, Bpi (+2,78%) ha archiviato la giornata in grande spolvero, mentre Unipol (-3,61%) è stata letteralmente affossata dalle vendite. A pesare come un macigno la notizia del “no” giunto dalla Banca d’Italia all’Opa lanciata su Bnl. Gli esperti di Dresdner Kleinwort Wasserstein, a riguardo, ipotizzano tre scenari. Il primo, ritenuto comunque poco probabile, in cui l’istituto di Via Stalingrado vara un amento di capitale e rinnova la propria offerta. Il secondo, reputato improbabile ma non impossibile, in cui la compagnia assicurativa bolognese cerca un’alleanza con gli spagnoli del Bbva o con un altro istituto domestico. E infine il terzo, in cui Unipol e i suoi alleati battono in ritirata e decidono di cedere le proprie partecipazioni in Bnl. Quest’ultimo scenario è visto dagli analisti di Dresdner Kleinwort Wasserstein come il più probabile e realistico.