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Lotta all’evasione: detrazione del 3% per famiglie che utilizzano meno contante (Lavoce.info)

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Proseguono le polemiche politiche circa la misura contenuta nella Legge di Stabilità 2016 inerente l’aumento della soglia di utilizzo del contante da 1.000 a 3.000 euro. Oggi il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha espresso la propria contrarietà alla misura. “Non mi piacciono 3.000 euro di soglia per il contante, l’ho detto in Consiglio dei ministri, ma la regola va rispettata”, ha detto il ministro intervistato da Radio 24.
Il rischio è che tale misura vada a rendere ancora più difficile la lotta all’evasione fiscale. Nel 2013 l’evasione Iva ammontava a 47,5 miliardi di euro su 141,5, un terzo del totale. Per contrastare l’evasione Iva, si studiano perciò misure che limitino l’uso del contante, da sostituire con strumenti tracciabili. La famiglia media italiana spende circa 2.500 euro al mese, 30mila euro all’anno. “Gran parte dell’evasione dell’Iva, e di conseguenza di altre tasse, proviene da un utilizzo abnorme del contante, che rende possibili i pagamenti in nero – sottolinea Nuccio Pellicanò, in un articolo pubblicato su Lavoce.info – per limitare l’uso del contante si potrebbe incentivare le famiglie a ritirare contante per un massimo di 500 euro al mese, all’anno 6mila euro, per le piccole spese giornaliere”. Le famiglie che accettano questo vincolo godranno di benefici fiscali, ossia una detrazione del 3 per cento (ma potrebbe essere anche il 5 per cento) di quanto viene speso in modo tracciabile. Non solo attraverso le carte, ma anche bonifici, Mav, Rav, assegni e Rid.
Ipotizziamo che la metà delle famiglie italiane, circa 12,5 milioni, diventi virtuosa e applichi la norma, Nuccio Pellicanò rimarca come il rimborso di 600 euro medi a famiglia comporterebbe un costo per lo Stato di 7,5 miliardi (12,5 miliardi se il rimborso fosse di mille euro). Di quanto si ridurrebbe l’evasione dell’Iva? “Se le 12,5 milioni di famiglie rispecchiassero perfettamente la composizione sociale della società, l’evasione si ridurrebbe della metà, circa 24 miliardi, con un guadagno per lo Stato di 16 miliardi con detrazione del 3% e di circa 11 con detrazione del 5%”, ha calcolato l’esperto de Lavoce.info che svolte attività di consulenza nell’area dell’Information Technology. Applicando a questi calcoli un fattore di correzione del 30 per cento, per comportamenti scorretti e per un eventuale sbilanciamento del campione verso i virtuosi, lo Stato ci guadagnerebbe comunque circa 11 miliardi con detrazione al 3 per cento, quasi 8 miliardi con detrazione al 5 per cento, “senza contare che l’emersione dell’Iva porterebbe a quella di altre tasse, come Irpef, Ires, Irap, contributi”.