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Londra perde la tripla A, ma il governo non intende cambiare rotta sull’austerity

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E’ arrivata venerdì sera, a sorpresa soprattutto a livello di tempistica, la perdita della tripla a da parte del Regno Unito. A declassare il merito di credito britannico è stata Moody’s Investors Service che ha portato il giudizio da “Aaa” ad “Aa1” con outlook stabile. L’agenzia di rating ha spiegato la decisione con le deboli prospettive di crescita economica nel medio termine. “Nei prossimi anni la crescita continuerà a mostrarsi debole – ha rimarcato l’agenzia di rating – con ripercussioni sul programma di risanamento dei conti pubblici che si protrarrà anche nella prossima legislatura”. Il premier britannico David Cameron dal suo insediamento nel 2010 aveva puntato con decisione sul risanamento dei conti pubblici con l’obiettivo di terminarlo entro la legislatura, ossia il 2015.
 
Il governo britannico si è detto sorpreso della decisione arrivata “troppo presto”. Dalle pagine del “Sun” il cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, ha detto che la decisione di Moody’s non cambia la situazione con il governo che intende rispettare il suo percorso per ridurre il debito della Gran Bretagna. Di contro il partito d’opposizione dei laburisti ha subito nuovamente chiesto a gran voce un cambio di politica con più enfasi alla crescita rispetto alla riduzione del deficit.
Secondo le ultime stime diffuse dalla Commissione Europea, il deficit della Gran Bretagna quest’anno dovrebbe salire al 7,4% del Pil rispetto al 6,3% del 2012 con debito al 95% del Pil alla fine di quest’anno.
 
Verso potenziamento QE per sostenere la crescita
Intanto la debole congiuntura dovrebbe spingere la banca centrale britannica a potenziare il piano di allentamento quantitativo. Settimana scorsa le minute del Monetary Policy Committee della Bank of England hanno evidenziato un aumento a tre del numero dei componenti del comitato favorevoli ad aumentare il programma di allentamento quantitativo. Tra questi anche il governatore della Boe, Mervyn King. Sono stati invece sei i membri che hanno votato per mantenerlo inalterato a 375 mld di sterline.  King, insieme a Fisher e Miles, ha votato per un incremento del piano di acquisti di asset di 25 miliardi di sterline per portarlo a complessivi 400 mld. L’ultima volta che ci fu una spaccatura simile fu nel giugno 2012 e il mese successivo la maggioranza del comitato di politica monetaria della Boe votò per un aumento degli acquisti di asset per 50 mld di sterline.
La Boe ritiene probabile che la ripresa economica del Regno Unito rimanga lenta ma costante nel corso dei prossimi tre anni. L’espansione dovrebbe essere debole in termini storici, rispecchiando le prospettive relativamente modesta sia per domanda e la capacità di offerta dell’economia nazionale con il PIL che dovrebbe restare al di sotto del suo livello pre-crisi fino al 2015.