1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Uncategorized ›› 

“L’Italia non è tutta da buttare. Spread a 400? Speriamo”

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Durante il PF Expo ’19 abbiamo colto l’occasione di intervistare Enrico Lanati, trader e fondatore di Investire.biz. Con lui abbiamo fatto il punto della situazione su come muoversi in questa fase di mercato, focalizzandoci specialmente sull’Italia.

“Le prospettive non sono confortanti, l’Italia è il fanalino di coda dell’Europa. Questo dipende da una serie di fattori: i fondi sovrani nell’ultimo periodo non hanno investito in Italia, il costo del debito è molto alto e se dovesse aumentare lo spread tutto il nuovo rifinanziamento costerebbe di più. All’interno di uno scenario di questo tipo c’è sicuramente incertezza: personalmente non sono molto rialzista sul mercato italiano. Non bisogna essere troppo campanilisti e, grazie alle piattaforme di trading, si possono trovare opportunità ovunque in giro per il mondo”. 

ECCELLENZE L’Italia non è tutta da buttare secondo Lanati: “Il Ftse Mib ha performato bene durante questi primissimi mesi dell’anno. All’interno dell’indice ci sono comunque delle eccellenze. In particolare ho selezionato dei titoli come Banca Sistema o Banca Ifis. Quindi ci sono dei titoli che hanno delle prospettive al rialzo, soprattutto nelle small cap, che sono virtuose e decorrelate dall’andamento dell’indice“.

BANCHE Sulle banche più importanti italiane il pensiero è chiaro:”Le banche italiane sono prezzate a sconto perché c’è una tensione sul debito. In realtà, valgono di più di quello che mostrano e sicuramente rappresentano un’opportunità. Qualora dovesse esserci uno storno ne risentirebbero tutte, anche quelle virtuose tra cui Intesa Sanpaolo, che secondo me è la più virtuosa tra le banche commerciali di una certa dimensione. Io mi aspetto uno storno sulle borse, quindi non comprerei adesso, ma se Intesa Sanpaolo dovesse arrivare a 1,80 euro inizierei a metterla in portafoglio senza problemi“.

SPREAD Lo spauracchio dello spread è sempre in agguato: “Bisogna scindere quello che è bene per il Paese e quello che è bene per l’investitore privato. Se lo spread salisse sopra i 400 punti base vorrebbe dire che tutti i titoli di Stato sul mercato andrebbero a prezzare a sconto. Non penso che l’Italia fallirà, quindi con uno spread a quei livelli andrei ad investire su titoli di Stato con quotazioni basse, a seconda delle scadenze. Questa sarebbe un’ottima opportunità per l’investitore, non per il Paese, ma se lo spread salisse io comprerei debito italiano”.