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Listini azionari con il segno più, bene i minerari. A Milano due velocità per Fincantieri e Saras

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Il buon andamento dei listini asiatici sostiene anche l’andamento dei listini del vecchio continente. A Londra il Ftse100 segna un rialzo dell’1,1%, il tedesco Dax sale dell’1,43% e il Cac40 avanza dell’1,24%. Più indietro Madrid, in rialzo dell’1,29%. Sul listino della City si segnala il tonfo di Burberry (-10%) in scia del calo di 2 punti percentuali messo a segno dalle vendite e da un outlook ricco di incognite. Parità invece per Hennes & Mauritz nonostante vendite in aumento dell’11% a settembre. Bene il comparto minerario grazie alla ripresa dei corsi delle commodity (+2,71% per Glencore, +0,91% di BHP Billiton e +1,27% per Rio Tinto).

Con il Ftse Mib in aumento dell’1,56% a 22.178,41 punti, a Milano spicca il tonfo di Fincantieri (-11,67%) dopo il profit warning lanciato dalla controllata Vard e la bocciatura arrivata da Equita a “hold” con prezzo obiettivo a 0,87 euro. Rally invece per Saras (+12,36%) grazie alle stime sull’Ebitda di gruppo diffuse in occasione del Capital Markets Day (740-760 milioni nell’anno corrente, 690 milioni nel 2016, a 670 nel 2017, a 645 milioni nel 2018 e a 730 nel 2019),

Sull’obbligazionario lo spread tra Bund e Btp si conferma in area 108 punti a 108,6 (-0,24%) in scia del lieve incremento registrato dal rendimento del titolo tedesco. Rendimenti invece in contrazione nelle aste indette questa mattina dal Tesoro spagnolo e francese. Nel paese iberico l’asta di bond a tre anni ha registrato un tasso medio dello 0,263%, in calo rispetto allo 0,335% dell’asta dello scorso 1° ottobre, il dato relativo il decennale è sceso dal 2,145 all’1,767% e quello sul titolo con scadenza 2030 è passato dal 2,627 al 2,301%. L’Agence France Tresor (Aft) ha invece collocato Oat (Obligations assimilables au trésor ) a 3, 5 e 7 anni con rendimenti che si sono rispettivamente attestati al -0,15% (dal -0,07% precedente), allo 0,14% (dallo 0,31%) e allo 0,32% (dallo 0,16%).