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Lisbona penalizza il comparto bancario europeo

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Un comparto bancario scosso dalle notizie in arrivo da Lisbona spinge al ribasso i listini del Vecchio continente. Calo di quasi due punti percentuali per l’Ibex, sceso dell’1,98% a 10.533,6 punti, -1,52% del Dax a 9.659,13 e -1,34% del Cac40 a 4.301,26. Perdite più contenute per Londra, in rosso dello 0,68% a 6.672,37 punti.

Il listino portoghese, il Psi20, ha lasciato sul parterre il 4,18% fermandosi a 6.105,24 punti in scia del -17,24% del Banco Espirito Santo, il principale istituto di credito del Paese. La controllante Espirito Santo International ha chiesto l’allungamento della scadenza sul rimborso di alcuni titoli, riaccendendo i timori sulla solvibilità del settore bancario lusitano.

Nel giorno in cui la Bank of England ha confermato il costo del denaro allo 0,5% e il piano di acquisto asset a 375 miliardi di sterline, dagli Stati Uniti sono arrivate le indicazioni relative le nuove richieste di sussidio di disoccupazione (in calo da 315 a 304 mila) e le scorte all’ingrosso (salite dello 0,5% a maggio, consenso +0,6%).