Lisbona paga caro il successo dell'asta. Non sostenibile nel lungo termine per esperti

Inviato da Micaela Osella il Mer, 05/01/2011 - 13:18

Il Portogallo vende a caro prezzo la pelle. Con una domanda pari a 2,6 volte l'offerta l'Agenzia del debito portoghese Igcp è riuscito a collocare questa mattina sul mercato tutto l'ammontare dei titoli a sei mesi che si era prefissato, ma i costi di finanziamento continuano a salire vertiginosamente. Il Tesoro ha mandato in porto il primo collocamento di titoli del 2011 per un ammontare di 500 milioni di euro, con scadenza a sei mesi. Ma il prezzo ha pagato è stato carissimo.

I rendimenti sono, infatti, balzati al 3,686%, in rialzo dal 2,045% offerto nell'asta dello scorso primo settembre. Se rimettiamo indietro le lancette dell'orologio a un anno fa l'interesse pagato era solo dello 0,592%. Numeri che la dicono lunga sull'apprensione con cui gli investitori internazionali stanno seguendo gli sviluppi della crisi del debito in Portogallo.

Insomma il risultato dell'asta di oggi che segnala come il costo del debito di Lisbona è destinato a schizzare in alto - come già avvenuto nel 2010 per Grecia e Irlanda prima del piano di salvataggio - è un campanello d'allarme preoccupante, dal momento che il Tesoro portoghese quest'anno si troverà a rinegoziare debito in scadenza per almeno 20 miliardi di euro. I primi pagamenti sono previsti per aprile e giugno prossimi, per un totale di circa 9,5 miliardi di euro, anche se quest'anno il fabbisogno di rifinanziamento per il Tesoro di Lisbona potrebbe essere minore fino a 3 miliardi di euro rispetto al 2010.

L'emissione odierna di titoli è la prima dopo che il debito portoghese ha subito il taglio di un livello nel rating da parte dell'agenzia Fitch mentre Moody's e Standard & Poor's hanno annunciato a loro volta la possibilità di downgrading nel giudizio su Lisbona. La buona riuscita non scrolla di dosso le preoccupazioni. "Quella portoghese è stata una asta di modesto ammontare in linea con le ultime aste fatte nel 2010 ma è comunque stato un test importante per toccare con mano la domanda di inizio anno ed è andata bene: la domanda è stata pari a 2,6 volte l'importo offerto rispetto a 2,4 di settembre", segnala Luca Cazzulani di Unicredit.
 
"Certo permane un livello di rendimenti elevati, ma alla luce dell'attuale contesto la cosa non stupisce nessuno", osserva l'esperto di Piazza Cordusio, che aggiunge: "sarà interessante osservare gli sviluppi che avremo nel prossimo mese e mezzo". "I rendimenti sono saliti molto nell'arco di soli 6 mesi", ribadisce anche Angelo Drusiani di Albertini Syz, secondo cui è stata la domanda cinese a permettere la copertura dell'asta portoghese. "Lisbona ha pagato un prezzo carissimo e non c'è da rallegrarsi, ma i periferici non hanno altra scelta in questo momento" segnala il money manager, convinto che di questo passo i paesi della periferia rischiano di avvitarsi su se stessi.
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