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Lipper: Italian asset allocation poll di giugno

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I risultati dell’Asset Allocation Poll di giugno realizzata da Lipper su un campione di società italiane mostra un ulteriore calo della quota di portafoglio dedicata ai titoli di rischio all’interno di un portafoglio globale bilanciato ( la quota è passata da 48,13% di maggio al 47,22% di giugno). Con questo dato, la componente azionaria ha toccato il livello più basso da inizio anno. Un numero crescente dei panelist ha espresso l’intenzione di ridimensionare l’esposizione dell’equity asset class nel corso dei prossimi tre mesi, e più della metà degli intervistati ha dichiarato di voler lasciare inalterata tale percentuale.

Il survey di giugno ha confermato – per il terzo mese consecutivo – un calo della quota media di portafoglio destinata ai titoli azionari nipponici, che ha portato l’esposizione verso la Borsa giapponese ai minimi del 2006. Un trend decrescente è stato registrato anche per i listini dell’area pan Europe ex EMU e gli Emerging markets dell’America Latina ( in calo rispettivamente del 5,91% e dello 0,51%). Nessuno dei manager intervistati ha dichiarato di mantenere una posizione overweighted sui mercati emergenti del subcontinente latino- americano ( rispetto al 25% di maggio), e solo un esperto ha affermato di voler incrementare la propria esposizione in quest’area nei prossimi tre mesi.

La volatilità sui mercati azionari internazionali affonda le sue radici nei timori sulle possibili conseguenze negative derivanti dalla crescita dell’inflazione e dei tassi di interesse. Le tensioni geo- politiche nell’area asiatica ( la Corea del Nord ha dichiarato di voler procedere al test di alcune testate missilistiche in suo possesso), ha danneggiato la Borsa giapponese – tra l’altro scossa anche da alcuni scandali domestici che hanno coinvolto governatore della Bank of Japan (il Nikkei 225 ha chiuso il mese di giugno in territorio negativo). Tuttavia, la maggior parte dei gestori facenti parte del panel ha confermato di mantenere una posizione overweighted sul mercato del Sol Levante.

L’analisi del global balanced portfolio evidenzia un incremento dell’esposizione media in titoli di rischio quotati sui mercati Usa, UE e Asia Pacific ex Japan. L’esposizione verso i listini nordamericani ha raggiunto il livello più elevato da gennaio. Più del 50% dei componenti del panel ha sostenuto che non intende apportare modifiche all’esposizione del proprio portafoglio per i prossimi tre mesi.

In giugno si è verificato un calo della quota di portafoglio occupata dai titoli di debito all’interno di un global balanced portfolio. Si tratta del peggior dato ( 42,42%) dopo il calo di aprile ( 42,06%). Nove società su dodici hanno dichiarato di voler mantenere una posizione underweighted della componente obbligazionaria rispetto a quanto indicato dal benchmark di riferimento, e una sola società ha affermato di puntare su un incremento dell’esposizione in bond nel corso del prossimo trimestre. Il 50% delle companies interpellate ha dichiarato di voler lasciare inalterata la quota di portafoglio destinata alle obbligazioni.

In giugno si è verificata una crescita della quota obbligazionaria solo per le emissioni dei paesi ex EMU e dell’America Latina. Per il terzo mese consecutivo si è avuto un calo della quota destinata ai bond area Euro. La fetta di portafoglio occupata dai bond nordamericani ha invece fatto registrare un incremento in maggio e un decremento in giugno.

Il survey ha evidenziato un’impennata della quota di global balanced portfolio destinata alla liquidità ( dall’8,08% di gennaio al 9,94% di giugno). La maggior parte dei panelist mantengono una posizione overweighted, principalmente nell’area euro. Oltre il 50% del campione detiene tra il 5,10% e l’11% dei propri assets in strumenti cash, e il 33,33% ha affermato di voler procedere ad un incremento della quota cash nel prossimo trimestre.

A livello settoriale, l’intensa attività di M&A ( Mittal Steel- Arcelor, Enel- Electrabel) ha convinto la maggior parte dei panelist ad assumere una posizione overweighted nel settore basic industries. Le operazioni di M&A nel settore telecom ( Alcatel- Lucent, Marconi- Ericsson, e l’accordo tra Nokia e Siemens) hanno convinto numerosi team di gestione a sovra- pesare la quota destinata al comparto rispetto al proprio benchmark di riferimento. I dati – migliori delle attese – delle vendite di nuove case in Usa e le attese per un ulteriore incremento dei prezzi in Spagna e Italia, non sembrano aver sortito effetti particolari sulle scelte di asset allocation dei gestori per il settore immobiliare. Tre società su dodici hanno manifestato un interesse per l’evoluzione del settore assicurativo nel prossimo trimestre.

Infine, per il ‘quesito del mese’, al panel è stato chiesto di esprimere la propria opinione sui possibili effetti derivanti dal Muratami affair per la Borsa di Tokio. Il 25% degli interpellati ha affermato di aver assunto un atteggiamento più prudente sul mercato nipponico, e il 58,33% ha optato per un calo della propria esposizione. Solo due companies hanno mantenuto una posizione overweighted in Giappone. A cura di www.fondionline.it