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Lipper conferma il buon momento del risparmio gestito in Europa

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L’industria europea del risparmio gestito ha fatto registrare ottimi risultati nei primi mesi del 2005. L’afflusso netto di capitali tra gennaio e maggio è stato di 97.000 milioni, praticamente lo stesso volume captato nell’intero 2004. I dati confermano il successo dei prodotti a basso rischio. Il business della gestione del risparmio certifica il suo recupero. Il flusso netto di capitali, pari alla differenza tra entrate e uscite, ha toccato nel periodo gennaio- maggio l’ammontare di 97.000 milioni. Il dato è stato diffuso dagli analisti di Lipper, che ricordano l’importanza di un risultato positivo che ha quasi raggiunto il saldo ottenuto nel 2004 (98.600 milioni). Con questi movimenti , il volume complessivo di risparmio destinato al mercato europeo dei fondi comuni di investimento raggiunge i 3,8 miliardi di euro. Dunny P. Moonesawmy, responsabile dell’inchiesta condotta da Lipper, ha sostenuto che il dato rappresenta un’ottima notizia per un’industria che ha dovuto fare i conti con gli effetti negativi derivanti dallo scoppio della bolla sui titoli tecnologici e dalla scoperta degli scandali contabili verificatisi negli Stati Uniti. La disaggregazione dei dati per singole categorie di fondi evidenzia il profilo conservatore degli investitori del Vecchio Continente. In tal modo, i flussi netti diretti verso il mercato dei titoli di debito sono cresciuti fino a quota 45.000 milioni. Il mercato monetario – altro segmento a basso rischio – ha captato ben 12.900 milioni di euro. Anche i fondi a capitale garantito – capaci di raccogliere 9.900 milioni di euro – continuano a godere delle preferenze degli investitori. I sottoscrittori che preferiscono puntare sui titoli di rischio hanno destinato 18.200 milioni di euro ai fondi comuni azionari. Queste cifre rappresentano una decisa frenata rispetto al 2004, visto che i flussi netti captati dai prodotti azionari nel periodo gennaio- maggio dell’anno scorso toccarono i 26.800 milioni. Gli analisti di Lipper hanno sottolineato che le aree preferite dagli investimenti sono state quelle meno gettonate dai mercati. Tutti gli operatori si aspettavano una fuga dal mercato obbligazionario, che doveva permettere il recupero delle entrate nette realizzate dai prodotti azionari. Lipper imputa i risultati negativi della raccolta dei fondi azionari ai timori legati alla decelerazione economica, ala scalata del prezzo del petrolio e all’eccesso di liquidità che imperversa sui mercati. “La concentrazione di elevate quantità di denaro su pochi titoli determina un rialzo dei prezzi e una riduzione dei rendimenti”, si precisa nell’analisi di Lipper. Anche se il 26,88% dei fondi continuano ad essere domiciliati in Lussemburgo, è bene notare come sia stata la Francia ad aver dato il maggior impulso alla crescita. Nel periodo preso in considerazione, i fondi francesi hanno registrato ingressi per 51.700 milioni di euro. La maggior parte dell’incremento ha interessato i prodotti specializzati nel mercato monetario.
A cura di www.fondionline.it