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L’indice della paura schizza al rialzo, Wall Street in bilico. I titoli che fanno la fortuna dello S&P

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E’ rimasto in letargo per buona parte dell’anno, toccando addirittura i minimi storici. Ma ora si è drammaticamente risvegliato, mettendo gli investitori di tutto il mondo sull’attenti. E’ il cosiddetto “indice della paura” CBOE Volatility Index, VIX, che sta salendo di ben oltre il 20%, riportando il rally più forte dallo scorso 9 settembre,  dunque in otto mesi, stando ai dati compilati da FactSet.

In realtà, attorno a quota 12,7, il valore rimane basso rispetto alla media storica di lungo periodo, pari a 20. Tuttavia, ciò che innervosisce i trader e gli investitori è che appena una settimana fa l’indice aveva riportato il valore di chiusura minimo dal 1993. 

rally del Vix

L’indice ha inoltre appena sfondato al rialzo la media mobile degli ultimi 200 giorni.

 

Il movimento violento, così come le forti oscillazioni che nella sessione odierna stanno interessando gli asset finanziari, è legato alle ultime rivelazioni su Donald Trump, al centro della cronaca internazionale, ormai, più per gli scandali che non per i suoi programmi.

Ora il presidente rischia anche l’impeachment, a causa di un memo con rivelazioni scottanti il cui contenuto è stato rivelato dal New York Times.

Viene da pensare che, dopo il periodo più duraturo di calma per lo S&P 500 dal 1969 e i 17 giorni consecutivi in cui il valore del VIX è crollato anche al di sotto di 11 punti, la volatilità abbia tutti i requisiti per fare il suo grande ritorno.

trend Vix e chiusura sotto quota 11

Dopo i continui record inanellati da una Wall Street che sembrava sorda ai guai di Trump, oggi i principali indici azionari Usa vengono travolti dai sell off, con il Dow Jones che cede quasi 200 punti.

Per l’azionario Usa si tratta della flessione più forte in quasi due mesi, anche se il trend degli ultimi 30 giorni è più che positivo.

Allo stesso tempo, emergono dettagli piuttosto inquietanti sui fattori che hanno sostenuto la borsa Usa dall’inizio dell’anno.

Un report di Goldman Sachs mette in evidenza infatti che solo 10 società quotate sullo S&P 500 hanno contribuito al 46% del rally che l’indice ha messo a segno dall’inizio dell’anno.

Si tratta di Apple (+32% dall’inizio dell’anno), Google (+20%), Facebook (+31%), Amazon (+27%), Microsoft +12%, Visa (+18%), Philip Morris (+21%), Oracle (+18%), (Home Depot (+18%),  Broadcom (+31%). E, a tal proposito, un articolo di Bloomberg sottolinea che, con un rialzo medio del 26%, “risulta difficile sopravvalutare l’ìnfluenza di appena sei titoli azionari sull’azionario Usa nel corso del primo trimestre. I titoli sono Facebook, Apple, Amazon, Microsoft, Alphabet e Netflix.

Titoli che hanno inciso su balzo S&P 500