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Ligori: “Dati Us buoni sull’economia, non preoccupanti sull’inflazione”

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E’ soprattutto la visione dell’economia reale ad uscire rafforzata dai dati statunitensi di questo pomeriggio, mentre tranquillizzanti si presentano i dati sui prezzi. E’ questa in sintesi l’opinione di Antonio Ligori, macroeconomista sugli Usa per Bsi, in relazione ai dati di giugno su vendite al dettaglio e prezzi al consumo nel Paese nordamericano. “Si tratta di dati buoni sull’economia e non preoccupanti sull’inflazione – ha chiarito Ligori – ma che non cambiano molto la visione della Fed sulla situazione economica, rispecchiando quanto già emerso nello statement della Fed di giugno”. In termini di tassi quindi non si dovrebbero assistere a variazioni nella rotta della banca centrale americana: “Gli Usa tengono bene il passo – conferma l’economista – pertanto la Fed non dovrà preoccuparsi che un innalzamento dei tassi possa avere l’effetto di rallentare l’economia. Inoltre il dato di riferimento per la Fed in termini prezzi, il deflatore Pce, giungerà solo il prossimo 29 luglio e oggi si trova all’1,6% contro il 2% ritenuto fattore critico”. L’economia Usa dunque tiene e non ci sono avvisaglie di tensioni sui prezzi, ma come si spiega il positivo andamento dei consumi negli Usa? A giudizio di Ligori i fattori a sostegno del potere d’acquisto degli americani sono da ricercare da una parte negli alti valori assunti dagli asset immobiliari e dall’altra nell’aumento dei salari che fa seguito a un mercato del lavoro in salute, senza però dimenticare il positivo effetto degli incentivi all’acquisto praticati dalle case automobilistiche statunitensi.