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Libor: le banche inglesi lasciano la supervisione. Rbs nel mirino

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Svolta storica per il Libor in scia allo scandalo scoppiato questa estate. La British Bankers Association (Bba), che da 26 anni ha il potere di supervisionare il tasso interbancario inglese, ha annunciato che sarà disponibile a farsi da parte e ad accettare un cambio di responsabilità.

L’annuncio è arrivato ieri prima che il team di revisione della Financial Services Authority, guidato da Martin Wheatley, renda nota la nuova regolamentazione per il Libor. Tra le nuove misure che potrebbero essere adottate anche la possibilità che la supervisione venga tolta alla British Bankers Association.

“La BBA si propone di lavorare con il team di revisione di Wheatley mentre completano la loro consultazione sul futuro del Libor. Se le sue raccomandazioni comprendono un cambio di responsabilità per il Libor, il Bba sosterrà questo”, si legge nel comunicato diffuso ieri dall’associazione che raccoglie le banche inglesi. Maggiori dettagli dovrebbero arrivare venerdì.

Intanto proseguono le indagini sulle banche coinvolte nello scandalo. Negli ultimi giorni si sono intensificate le indiscrezioni che alcuni dirigenti della Royal Bank of Scotland (Rbs) abbiano giocato un ruolo fondamentale nella manipolazione del Libor. Rbs, per l’81% controllata dal governo britannico, è solo uno dei 12 istituti che avrebbe operato scorrettamente sul tasso interbancario per trarne benefici. Ma finora, l’unica ad avere ammesso le proprie responsabilità è stata Barclays. La sua ammissione le è costata una multa da 290 milioni di sterline e la testa del presidente e dell’amministratore delegato del gruppo.