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Lettera sulla Intra con scambi oltre la media

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Si respira aria di fronda sulla Banca Popolare di Intra. Il titolo dell’istituto verbanese accusa a Piazza Affari un ribasso di oltre due punti percentuali, scambiando a 13,10 euro. L’attenzione attorno a questa storia di Borsa è alta. Lo provano i volumi, oltre la media: sono, infatti, transitate sul mercato 466mila azioni contro una media giornaliera delle ultime trenta sedute pari a 207mila azioni. A deprimere l’umore attorno alla Intra sono le novità arrivate in queste ultime ore. Per dare delle risposte chiare alla Consob la banca ha fatto sapere questa mattina che le ultime due dimissioni, quelle del vice presidente Ernesto Paolillo e del consigliere Francesco Amendola, sono maturate in un clima di “veleni”. “Queste dimissioni sono dovute alla contrapposizione creatasi con la maggioranza dei consiglieri”, si legge nel comunicato di questa mattina. E di certo tutto questo non fa bene all’immagine della banca, alle prese con il sogno di diventare più grande. Per il momento alla Intra mantengono la rotta sul processo di aggregazione, anche se è naturale che bisognerà fare con i conti con fattori esterni. Che non sono affatto cosa da poco. Primo: l’obiettivo indicato dalla Intra è di chiudere l’aggregazione entro metà giugno, in tempi decisamente stretti; secondo: su quest’operazione pende la spada di Damocle della richiesta danni per 300 milioni di euro avanzata dal curatore fallimentare della Finpart e terzo e ultimo è ancora incerto l’atteggiamento della Banca d’Italia che ha convocato per martedì il neo-presidente Luigi Terzoli e forse anche il vice Marco Fortis.