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Letta vede la svolta economica, Squinzi no. Intanto a gennaio l’indice Pmi rallenta

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Siamo a un punto di svolta per l’economia italiana, anzi no. Il premier Enrico Letta confida in una ripresa sostenuta del Pil quest’anno e soprattutto nel 2015, di contro il numero uno di Confindustria, Giorgio Squinzi, smorza ogni tipo di entusiasmo e invita il governo a un cambio di passo “oppure si va a votare”. Secondo le previsioni del Centro studi di Confindustria l’Italia è destinata a segnare quest’anno un progresso del Pil di solo lo 0,6-0,7 per cento, troppo poco per creare occupazione e far ripartire il paese. 

Da Abi Dhabi scossa di ottimismo da parte del premier 
Le parole del premier, intervistato ieri da Al Arabiya, sono state decisamente improntate all’ottimismo e dettate probabilmente, riportano oggi alcuni quotidiani italiani, dal probabile ritorno del segno più del Pil italiano già nell’ultimo trimestre del 2013 che secondo palazzo Chigi potrebbe far segnare un +0,3% rispetto al trimestre precedente. “siamo a un un punto di svolta – ha rimarcato Letta – per la prima volta in sei anni il  debito scende e in generale la situazione sta cambiando. Il premier ha ribadito la previsione di una crescita dell’1% del Pil quest’anno e del 2% l’anno prossimo. 

Pmi manifatturiero ritraccia dai massimi a 32 mesi
Intanto la settimana inizia con un rallentamento a sorpresa dell’attività manifatturiera in Italia nel mese di gennaio dopo il forte recupero fatto segnare negli ultimi mesi del 2013. L’indice Pmi manifatturiero calcolato da Markit risulta sceso a gennaio a quota 53,1 punti dai 53,3 del mese precedente che rappresentava il picco degli ultimi 32 mesi. Il consensus era per un progresso a 53,5 punti. L’indice ormai è al di sopra della soglia neutra di 50 punti da sette mesi. 
“La crescita appare destinata a continuare in quanto i nuovi ordini sono  aumentati notevolmente e le imprese  manifatturiere hanno reagito a questo miglioramento con un maggiore tasso di creazione di posti di lavoro”, commenta Phil Smith, economista di Markit, che rimarca come negli ultimi mesi le aziende manifatturiere hanno migliorato la loro autonomia  nel fissare i prezzi e a gennaio hanno aumentato i loro prezzi di vendita al tasso maggiore da dicembre 2012. “Detto ciò, l’aumento è stato leggero  e più debole dell’attuale incremento dei costi – aggiunge Smith – a  prova che le aziende stanno rimanendo caute per  evitare di soffocare la domanda durante questa fase iniziale di ripresa”.