Letta: paradossale ora la caduta del Governo. Faymann, Berlusconi? Non è garante di stabilità

Inviato da Flavia Scarano il Mer, 21/08/2013 - 12:33

" Il nostro paese è davanti ad una grandissima opportunità. Confido nella responsabilità e nella lungimiranza di tutti, la mia c'è e penso che tutti ce la metteranno perché sarebbe paradossale che l'Italia abbia tenuto duro nel momento più acuto della crisi e ora che c'è la ripresa e cominciamo a vedere la terra promessa ci avvitassimo in questioni di politica interna". Ha risposto così il presidente del Consiglio, Enrico Letta, durante la conferenza stampa a Vienna al termine dell'incontro con il cancelliere austriaco Werner Faymann, in merito all'ultimatum posto da Silvio Berlusconi. Il premier è convinto che ognuno farà la sua parte per uscire dalla crisi e ha poi voluto sottolineare che l'Italia, essendo uscita dalla procedura di deficit eccessivo, è un paese con i "conti a posto". Il Cavaliere ieri nel corso del vertice di "emergenza" tenutosi ad Arcore è stato perentorio: dieci giorni per trovare una soluzione alla decadenza da senatore o sarà crisi di Governo.

Non è andato tanto per il sottile il cancelliere austriaco. Faymann durante la conferenza stampa ha dichiarato di aver conosciuto Silvio Berlusconi e di non aver mai pensato che fosse un garante di stabilità, aggiungendo così di essere contento di aver incontrato Letta che sta andando nella giusta direzione.

Lotta alla disoccupazione come priorità del Governo
In merito alle priorità dell'Esecutivo, Letta non ha dubbi: la lotta alla disoccupazione sarà il cuore del semestre italiano nell'Unione europea, da luglio a dicembre 2014. Una delle priorità, ha sottolineato il presidente del Consiglio, sarà quella di agganciare la ripresa. E cogliere la ripresa significa fare scelte impegnative.

Unione bancaria
Letta è poi intervenuto sull'Unione bancaria: è vero che si è fatto un passo avanti rispetto a giugno, considerato da Letta un punto di non ritorno, ma adesso è necessario applicare quelle decisioni per evitare che risparmiatori europei paghino per gli errori delle banche. Il primo ministro ha posto l'accento sul fatto che se l'unione bancaria fosse esistita tre anni fa e fosse già in funzione si sarebbe evitato di spendere in Europa decine di miliardi di euro che sarebbero potuti essere utilizzati per altre finalità.

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