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Letta: dal Consiglio Ue servono misure concrete, disoccupazione giovanile è la priorità

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Le sorti dell’Italia e dell’Europa sono indissolubilmente legate, con quest’ultima che rappresenta la bussola del cammino del Governo, a condizione però che la stessa Europa non diventi una gabbia di vincoli, regole e procedure che finiscono per limitare l’azione di famiglie, cittadine e imprese. Così il premier Enrico Letta al Senato in vista della riunione del Consiglio europeo di domani. Letta ha spiegato che in occasione di tutti gli incontri avuti dall’Esecutivo con le cancellerie europee l’Italia abbia illustrato la sua natura europea ed europeista e il suo fermissimo impegno a rispettare la disciplina della finanza pubblica. Questa è la premessa irrinunciabile a detta del premier: ricercare nel quadro della finanza pubblica europea, non fuori e mai contro, spazi per la crescita e la creazione di posti di lavoro.

Sarebbe invece un segnale importantissimo, a detta del primo ministro, l’abrogazione da parte dell’Europa della procedura di deficit eccessivo il prossimo 29 maggio, segnale che traccerebbe una nuova rotta per l’Italia e l’Europa. Inoltre, per il presidente del Consiglio l’Unione europea dovrebbe investire la stessa energia messa per il rigore per politiche di crescita e lavoro. Deve in poche parole far seguire alle parole i fatti perché la sua crisi di legittimità, ha spiegato Letta, deriva proprio dalla carenza di risultati. E’ per questo che il premier si augura che il Consiglio europeo di giugno non diventi un consiglio di routine ma che invece adotti delle misure concrete. Dopo il vertice di domani Letta ha annunciato che scriverà una lettera a Van Rompuy perché il Consiglio Ue di giugno discuta della disoccupazione giovanile. Servono, questa volta, misure concrete facili da spiegare e immediate da verificare, ha rimarcato il primo ministro.