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Letta: abbiamo vinto su disoccupazione e unione bancaria, all’Italia 1,5 miliardi

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“C’è da sorridere oggi per il risultato importante conseguito dall’Italia e dall’Unione europea. Abbiamo vinto bene sulla lotta alla disoccupazione giovanile raggiungendo un risultato positivo, abbiamo vinto di misura sull’unione bancaria con un compromesso che rispetta la tempistica che ci eravamo dati e pareggiato sulla Bei (Banca europea degli investimenti)”. Così il premier italiano, Enrico Letta, durante la conferenza stampa al termine della due giorni del Consiglio europeo a Bruxelles, sottolineando come il tema della disoccupazione giovanile sia stato il principale impegno nazionale del Governo. “Abbiamo ottenuto buoni risultati perché abbiamo individuato l’obiettivo, siamo stati credibili avendo presentato un piano nazionale rimanendo dentro l’obiettivo di bilancio, senza sfasciare i conti pubblici”.

Triplicati a 1,5 miliardi i fondi per l’Italia
L’Unione europea, su una quota complessiva di 6 più 3 miliardi delle risorse, stanzierà 1,5 miliardi di euro per rilanciare l’occupazione giovanile in Italia, una cifra quasi triplicata rispetto a quella originariamente prevista. Letta ha poi sottolineato che si tratta di un “grandissimo risultato” e che ora “si può aprire la seconda fase e il Governo può lavorare al secondo pacchetto con il quale ha intenzione di affrontare la lotta alla disoccupazione giovanile e tutto questo inizierà il 1° gennaio 2014″. In particolare, sono circa 1 miliardo le risorse nel primo biennio e il resto negli anni successivi. Ora bisogna che in questi due anni si usino tutti i soldi e bene” ma “conto che quando saremmo qui a rinegoziare il bilancio fra due anni, riusciremo ad ottenere ancora di più”. Letta, in tema di unione bancaria, ha poi affermato che in caso di qualunque crisi bancaria in Europa “verranno comunque salvaguardati i conti correnti sotto i 100mila euro“.

Ora le imprese non hanno più alibi
Bisogna rifuggire da creare aspettative eccessive ma oggi sul tema della disoccupazione la somma dell’intervento nazionale italiano e dei fondi europei fa un pacchetto di interventi con una massa critica significativa. “Ora sta alle imprese e le imprese non hanno alibi. Ora le imprese possono assumere giovani, ovviamente a tempo indeterminato“. Questo l’ultimatum lanciato da Letta. Ora, ha spiegato il premier, è necessario che l’area Euro faccia dei passi in avanti per una maggiore integrazione ed è importante che Angela Merkel su questo abbia preso impegni precisi dal Consiglio di ottobre in poi, ossia dopo le lezioni tedesche di fine settembre. Il primo ministro ha poi accennato al recente rinvio dell’aumento di Iva e Imu su cui ha assicurato che si continuerà a fare di tutto per rispettare gli impegni presi, ma senza sfasciare i conti: “chi pensa che sia qui per sfasciare i conti ha sbagliato primo ministro”.