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Lehman da regina di Wall Street a preda: la coreana Kdb interessata

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Mezza giornata di intensificarsi di indiscrezioni e poi le prime ammissioni. Un portavoce della Korea Development Bank ha detto che sì, l’acquisto di Lehman Brothers è tra le opzioni allo studio. Tanto è bastato per raddrizzare definitivamente l’umore delle Borse europee e per consentire un avvio di seduta con un marcato segno più a Wall Street, dove il titolo della banca d’affari ha aperto le contrattazioni in rialzo di circa 12 punti percentuali.
Per la verità già da alcune ore si rincorrevano le voci di operatori allo studio sul dossier Lehman, rinfrancate da un commento di un analista di Ladenburg Thalmann, secondo cui sulla banca sarebbe stata imminente una scalata ostile. Non a caso il titolo era riuscito a chiudere la seduta di ieri in parità dopo essere arrivato a perdere il 7 per cento.
Va detto tuttavia che al momento non arrivano conferme a livello ufficiale. Nessun commento da Lehman e nemmeno da Seoul, dove il ceo di Kdb, contattato da Bloomberg, ha declinato l’invito a esprimere una posizione.
Ma chi è Korea Development Bank, possibile futura padrona di uno degli ex gioielli di Wall Street? E’ una banca attualmente in fase di profonda ristrutturazione, con un processo di privatizzazione appena cominciato. Da un assetto completamente pubblico il gruppo coreano passerà gradualmente ad avere alla testa un gruppo di investitori privati che si riuniranno nella Kdb Holding, fino al 2011, quando lo Stato uscirà completamente dall’azionariato. Forse anche per la trasformazione in corso, a differenza di altri gruppi asiatici Kdb non ha finora partecipato alle ricapitalizzazioni di banche Usa ed Europee in difficoltà. Ora i tempi potrebbero essere maturi per un svolta, e l’ingresso nell’alta società della finanza potrebbe, se i rumor troveranno conferma, avvenire dall’ingresso principale. Ma è probabile che quelli di Kdb non siano gli unici occhi su Lehman, che negli ultimi 12 mesi ha visto la sua capitalizzazione di Borsa scendere da 45 a 10 miliardi di dollari. Una valutazione che potrebbe aver acceso più di un appetito.
Negli ultimi due giorni su Lehman Brother si erano espresse altre due regine di Wall Street come Goldman Sachs e Citigroup, entrambe per rivedere al ribasso le stime di utile trimestrale e dell’esercizio e per prospettare nuove svalutazioni miliardarie.