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Legge elettorale: sbarramento al 5% rende inevitabile una grande coalizione, spauracchio governo M5S-Lega per mercati

L’accordo sulla riforma elettorale con ritorno al proporzionale e sbarramento al 5%, con elezioni anticipate in autunno, potrebbe essere il preludio a una possibile “grande coalizione” tra il Pd e …

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L’accordo sulla legge elettorale, sempre più vicino stando agli ultimi sviluppi, rende sempre più probabile uno scenario di elezioni anticipate fortemente caldeggiate dal M5S e anche dall’ex premier Matteo Renzi. Gli investitori guardano pertanto con sempre maggiore apprensione al rischio Italia con il settore bancario sotto scacco anche oggi e lo spread tornato sopra quota 190 punti base.

L’intesa tra Pd e Forza Italia sulla riforma elettorale potrebbe essere un preludio a una possibile “grande coalizione” tra il Pd e Forza Italia dopo il voto, dal momento che è altamente improbabile che un partito da solo riesca a formare un governo da solo. Silvio Berlusconi starebbe però rivalutando i termini di tale intesa poichè lo sbarramento al 5 per cento comporterebbe una marcata redistribuzione dei seggi verso i due partiti maggiori, ossia Pd e M5S. Invece uno sbarramento più basso (si ipotizza al 3%) farebbe entrare in parlamento più partiti, ma  eviterebbe una vera e propria egemonia in parlamento dei principali due partiti. Ripensamento di Berlusconi che, stando a quanto riferito oggi dal Corriere della Sera, non facilmente troverà sponda in Renzi visto che si è raggiunto il difficile intento di trovare un’intesa appoggiata anche dai grillini.

Con sbarramento al 5% la grande coalizione diventa inevitabile

Con sbarramento al 5%, le potenziali coalizioni (PD + FI, ma anche M5S + Lega) sarebbero in grado di arrivare vicino al 51% dei seggi e il parlamento potrebbe essere composto da solo 4 partiti. “Il diavolo è nei dettagli – rimarca un report di Barclays sull’Italia – poiché tale nuovo modello elettorale potrebbe portare anche a una grande coalizione anti-establishment, potenzialmente formata da M5S e Lega”. La casa d’affari britannica vede le elezioni anticipate più probabili dopo gli ultimi sviluppi, ma come scenario base mantiene ancora quello di elezioni nel 2018 con il presidente Mattarella che potrebbe agire da stopper. Di sicuro le prossime settimane vedranno un accentuarsi della volatilità e Barclays ritiene che i sondaggi elettorali inizieranno ad avere sempre più peso sull’umore dei mercati.

Sbarramento più basso diminuirebbe rischio governo anti-establishment

Invece, con un sbarramento più basso (ad esempio al 2,5%), una coalizione tradizionale tra PD e FI potrebbe essere in grado di ottenere la maggioranza assoluta solo se includerà gli altri partiti di sinistra ed eventualmente altri partiti di centro; in tal caso una coalizione anti-establishment appare un po’ meno probabile, anche se Fratelli d’Italia si aggiungesse a M5S e Lega.

Le elezioni anticipate potrebbero aver luogo tra la fine del terzo trimestre (24 settembre) e l’inizio del quarto trimestre (22 ottobre), anche se il Movimento a 5 Stelle preme per le urne già il 10 settembre in modo da evitare lo scatto del diritto al vitalizio per i parlamentari alla prima legislatura; vitalizi che scatterebbero il 15 settembre del 2017 per 608 dei 945 onorevoli attualmente in Parlamento.