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Legge di Stabilità promossa dall’Europa. Letta, coperture Imu da banche e assicurazioni

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La presentazione della Legge di Stabilità ha riaperto la conflittualità all’interno del Governo delle larghe intese e dato nuova linfa ai malumori che continuano a serpeggiare tra le imprese e le associazioni di categoria. Il tutto mentre una valanga di oltre tremila emendamenti si appresta ad abbattersi sulla discussione della legge in Parlamento e una raffica di scioperi rende evidenti i mal di pancia dei sindacati. A parziale soccorso dell’Esecutivo guidato da Enrico Letta arriva l’Europa, che si appresterebbe a dare un giudizio positivo sulla manovra. In base alle nuove regole introdotte dal Two Pack, la Commissione europea per la prima volta può fornire il suo giudizio ex ante sui provvedimenti varati dai paesi dell’Eurozona, molto temuto in quanto può costringere i leader politici a operare tenendo conto dei rilievi vedendo perciò erosi i margini di manovra.

Il giudizio dall’Europa, atteso per la giornata di venerdì, sarà di sostanziale apprezzamento, con alcune osservazioni che potrebbero fungere da presidio contro la marea di emendamenti presentati in Parlamento. In base alle osservazioni, infatti, andrebbe mantenuta la traiettoria stabilita dalla Legge di Stabilità e di conseguenza i saldi. Una sorta di binario obbligato, nel quale va instradata la discussione e che permette al ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, di resistere alle pressioni che, come al solito, saranno moltissime.

Per superare le critiche che hanno salutato la manovra, il Governo sta intanto studiando le modifiche da apportare tramite emendamenti dei relatori o da parte dell’Esecutivo. Come quella riguardante la restrizione della platea di coloro che beneficeranno dei provvedimenti sul cuneo fiscale, in modo da dare maggiore incisività sul fronte dei consumi interni. Gli sgravi sarebbero perciò concentrati sulla fascia che arriva a 30mila euro, rispetto ai 50mila che erano stati ventilati in un primo momento. Anche sul fronte della Trise, il Governo per tacitare le critiche si appresterebbe a varare una clausola di salvaguardia che impedirebbe agli enti locali di far pagare di più rispetto a quanto sborsato dai cittadini per l’Imu. La cui abolizione, per la seconda rata, vedrebbe una copertura proveniente dagli anticipi riguardanti le attività di carattere finanziario, bancario e assicurativo, con quelli relativi a Ires e Irap che potrebbero salire ad una percentuale oscillante tra il 116 e il 120%.