Legge di Stabilità a rischio bocciatura Ue, oggi il Cdm. Moody's, bene riforme

Inviato da Flavia Scarano il Mer, 15/10/2014 - 10:11

E' stato rinviato alle 18 il Consiglio dei Ministri chiamato al varo della Legge di Stabilità 2015 da 30 miliardi di euro, che sarà poi inviata a Bruxelles per essere approvata dalla Commissione europea . Un passaggio non proprio automatico: il rischio infatti, stando alle recenti indiscrezioni, è quello di una possibile bocciatura da parte dell'Europa dopo che il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, dalla riunione dell'Ecofin, ha confermato che il miglioramento del deficit in termini strutturali sarà solo dello 0,1% del Pil.

L'esecutivo Ue recentemente si è trovato costretto ad abbassare le sue aspettative per il 2015. In origine la previsione era di un aggiustamento strutturale minimo dei Paesi particolarmente indebitati dello 0,5% del Pil, regola questo poi rivista Paese per Paese tenendo in considerazione l'andamento negativo dell'economia. E così per l'Italia il target è stato ridotto allo 0,25%. In passato "la previsione di crescita era l'1,1% più alta di quanto abbiamo oggi per il 2015, il contesto macroeconomico si è altamente deteriorato", ha detto Padoan motivando la velocità più  bassa del consolidamento. "Sono fiducioso, perché le nostre relazioni con la Ue sono molto costruttive, usiamo la flessibilità nelle regole e abbiamo un dialogo aperto con la Commissione". L'Ue ha tempo due settimane per bocciare la Finanziaria dalla sua presentazione.

Una promozione è invece giunta da Moody's, dopo che settimana scorsa ha rinviato la sua decisione sul rating dell'Italia, fermo a Baa2 con outlook stabile. "L'accelerazione degli sforzi di riforma dell'Italia, insieme ai bassi costi di finanziamento e all'avanzo primario, mitigano l'impatto di un ritorno in recessione", scrive l'agenzia statunitense in una nota di aggiornamento che, precisa, non costituisce alcuna decisione sul merito di credito italiano. "Alla luce dei dati del secondo trimestre, Moody's ora stima una contrazione del Pil italiano dello 0,3% nel 2014, prima di crescere marginalmente dello 0,5% nel 2015.

D'altra parte gli analisti fanno notare che "le misure del governo Renzi annunciate di recente, con il Jobs Act, costituiscono importanti iniziative nell'obiettivo di introdurre maggiore flessibilità nel mercato del lavoro. Detto questo, la sola riforma è insufficiente per passare da un sistema centralizzato a una contrattazione salariale decentralizzata o per aumentare la flessibilità sulle trattative salariali". Per l'agenzia "le riforme così come sono aiutano a sostenere il rating attuale ma non consentono di migliorare l'outlook oltre il suo livello attuale a stabile". Nel complesso gli esperti ritengono che, vista la solidità dei conti e le riforme, il governo abbia più tempo e possa affrontare con relativa tranquillità l'implementazione delle riforme necessarie per attuare le riforme a favore della crescita".

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  • marco ricci 15/10/2014 10:38

    Riforme... mi vien da ridere (amaro purtroppo) abbiamo alla camera un barbiere a 99.000 € l'anno ed è solo la micropunta di un gigantesco iceberg (di mer da) che ci grava addosso... la macchina statale non vuole riformarsi e non andremo mai da nessuna parte.