Le vendite affossano le Borse asiatiche dopo downgrade Usa

Inviato da Marco Berton il Lun, 08/08/2011 - 08:29

Seduta di passione per i listini asiatici che si avviano a registrare un ennesimo pesantissimo calo dopo che nel fine settimana l'agenzia di rating Standard & Poor's ha declassato, dopo 70 anni, il giudizio di merito degli Usa. Le vendite non hanno risparmiato alcun listino dimostrando ancora una volta come la crisi che stiamo vivendo ha oramai raggiunto dimensioni globali. Male in particolare le Piazze cinesi visto che l'ex Celeste impero rappresenta il maggior detentore di titoli a stelle e strisce.

In questo scenario si segnalano le flessioni di Shanghai, -3,6%, Tokyo -2,28%, Hong Kong -3,95%, Taiwan -3,82%, Sydney -2,9%, Jakarta -4,99%, Bombay -2,58%.  Particolarmente colpito, come era prevedibile, il settore finanziario mentre anche gli industriali, che fino ad oggi avevano in qualche modo limitato i danni, iniziano a subire le ripercussioni di quello che sembra profilarsi all'orizzonte come uno scenario di imminente recessione.

Sabato scorso è arrivato il tanto temuto dowgrade da parte di S&P's sugli Usa che per la prima volta dopo 70 anni hanno abbassato il giudizio alla prima economia mondiale da AAA ad AA+. L'agenzia di rating ha giudicato non sufficiente il recente accordo sul debito. Dal canto suo Washinghton ha fermamente replicato alla decisione ipotizzando un errore nei calcoli da oltre 2 mila miliardi di dollari. Dopo il declassamento i Treasury americani diventano, almeno in via teorica, meno sicuri dei titoli di Berlino ed Hong Kong. Sarà interessante vedere nel pomeriggio la reazione dei titoli finanziari americani: osservati speciali saranno i settori dei mutui e quelli delle carte di credito.

Dal fronte europeo, intanto, si guarda con trepida attesa all'apertura delle Borse continentali dopo che la Banca centrale europea, nel weekend appena trascorso, è intervenuta in aiuto dei mercati. Preoccupa in particolare la situazione italiana: Berlino e Parigi hanno invitato Roma ad attuare le misure annunciate che prevedono il pareggio di bilancio già nel 2013. Per contro la Bce si è impegnata ad intervenire sui mercati acquistando Btp. Si tratta di una decisione storica che fa entrare ufficialmente l'Italia nella stretta cerchia delle nazioni periferiche della Zona euro insieme a Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna.

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