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Le utility del Ftse Mib sfoggiano dividend yield promettenti e sovraperformano

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Il 2018 non è stato di certo un anno facile per il mercato azionario. Il nostro Ftse Mib ha chiuso con un rosso a doppia cifra (-16,15%), in scia alle preoccupazioni riguardo alla crescita globale e trainato al ribasso dai titoli con maggiore sensitività all’andamento dei rendimenti delle obbligazioni governative italiane.

 

In questo articolo mostriamo alcuni dati di sintesi sui titoli Ftse Mib del comparto energetico, ovvero Oil&Gas e Utility. Le utility hanno tenuto sicuramente bene, sovraperformando il Ftse Mib. Questo proprio in virtù del fatto che questi titoli sono difensivi e tendono a sovraperformare nelle fasi di debolezza del mercato. Le utility infatti, in fasi di risk off del mercato, si avvantaggiano della maggiore visibilità degli utili futuri. Sono infatti titoli difensivi, dunque non direttamente legati al ciclo economico. Tra queste spicca Terna, la quale ha realizzato la miglior performance negli ultimi dodici mesi con +5%. Bene anche A2A (+3,7%), Italgas (+2,93%) ed Enel (-2,44%). Quest’ultima se pur in rosso evidenzia una forte sovraperformance rispetto al listino principale.

 

Al contrario i titoli dell’Oil&Gas evidenziano performance molto differenziate. Eni ha tenuto bene registrando un calo negli ultimi dodici mesi dello 0,5%, nonostante il crollo del prezzo del petrolio. Ricordiamo infatti che per Eni la neutralità di cassa, compresa la copertura dei dividendi, è a 55 usd/barile, dunque sui livelli attuali. Inoltre durante l’anno Eni ha sempre esibito conti in ordine e spesso sopra le attese. Come si vede infatti dalla tabella sotto, le stime sull’EPS 2019 sono state alzate dagli analisti nel corso dell’anno del 72%. Importante anche il dividend yield 2019 al 6%. Saipem si è dimostrato anche quest’anno un titolo molto volatile. Dopo un rally incredibile tra maggio e settembre dello scorso anno, quando i prezzi toccarono i 5,5 euro, il crollo del petrolio ha azzerato completamente il movimento. Il titolo infatti attualmente è a 3 euro. L’EPS stimato 2019 è di 0,12 euro per azione. Scarsa sembra dunque la visibilità sugli utili se il mercato ha abbassato notevolmente l’EPS stimato e visto anche un dividend yield atteso circa dello 0,5%. Quanto a Tenaris, l’effetto combinato del calo dei prezzi dell’azione e dell’incremento delle stime sull’EPS 2019, mostra un forte sconto del P/E 2019 rispetto al valore di inizio anno (-50,6%).

 

Nel complesso le utility sembrano evidenziare un quadro migliore in questa fase con dividend yield piuttosto interessanti (si mette in rilievo Enel al 6,32%) e una maggiore resilienza alle situazioni di stress del mercato. La maggior visibilità sugli utili poi è dimostrata anche dal fatto che gli analisti hanno alzato le stime sull’EPS 2019 per tutte le società del settore.