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Le tre sfide di Draghi: crescita, banche e risparmio

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Mercoledì l’assemblea di Bankitalia ascolterà per la prima volta le considerazioni finali del nuovo governatore Margio Draghi, personalità poco incline a dichiarazioni, esternazioni e interventi non necessari fino ad ora. Ancora di più sarà dunque importante recepire i segnali e le indicazioni delle parole dell’inquilino di Via Nazionale sebbene nell’incontro di mercoledì, non sono attese esortazioni, ricette o moniti ma solo un’analisi degli ostacoli che attendono l’Italia. Tre le principali sfide al centro dell’attenzione di Mario Draghi, l’aggancio della crescita economica mondiale, già ribadita a Washington per il G7: “Bisogna sfruttare la grossa occasione per far aumentare la produttività” e occorre farlo facendo funzionare i mercati, colmando il gap tecnologico delle imprese italiane, creando le condizioni e le regole per agevolare tutto questo e per favorire una sana liberalizzazione. Chi conosce Draghi sa quanto egli tenga, è lo rimarcherà mercoledì, alla liberalizzazione – dei mercati finanziari e dei servizi – creatrice di efficienza e capace di spingere le imprese verso un recupero di competitività. Ma sa anche quanto il governatore sia convinto che per innovare, nelle tecnologie e nei prodotti, sia necessaria anche la valorizzazione e la formazione delle risorse umane. La seconda sfida per Draghi è rivolta alle banche: il nuovo governatore vuole infatti che il sistema del credito, consolidi il processo di riorganizzazione facendo a meno della rete di salvataggio offerta dalla Banca d’Italia. E sempre le banche sono protagoniste sul fronte della terza sfida, quella sul risparmio, per il quale Draghi auspica una gestione più efficiente. Utilizzare meglio il risparmio, una delle risorse più solide e preziose d’Italia, vuol dire da una parte aumentare le possibilità di accesso al credito delle imprese e dall’altra garantire meno volatilità agli investimenti delle famiglie.