Le trappole mentali hanno meno presa sulle donne, parola di Schroders

Inviato da Massimiliano Volpe il Mer, 11/06/2014 - 17:42
Donne e consulenza. Un binomio perfetto. È quanto emerge da una ricerca di Schroders e dell'università San Raffaele che evidenzia come le professioniste della finanza sembrano essere emotivamente meglio attrezzate per sfuggire alle trappole mentali più diffuse, spesso causa di scelte d'investimento fuorvianti e sub-ottimali.

Investimente.it. Questa dinamica emerge dal bilancio dei risultati di Investimente.it - il test di "psico-economia" realizzato da Schroders in partnership scientifica con Matteo Motterlini, direttore del Cresa (Centro di Ricerca in Epistemologia Sperimentale e Applicata - Università Vita-Salute San Raffaele), che per la prima volta in Italia traduce in azione la finanza comportamentale, con l'obiettivo di mettere i principi teorici di questa disciplina concretamente al servizio di promotori, banker e investitori finali.

Overconfidence. Confrontando le risposte date da uomini e donne nell'ambito delle più di 2.000 osservazioni raccolte finora attraverso la piattaforma online Investimente.it, si rileva che gli uomini sono più sicuri di sé al momento di prendere decisioni finanziarie e sono pertanto più soggetti rispetto al genere femminile a cadere nella trappola emotiva dell'Overconfidence (57% a fronte del 45%): una tendenza che induce a sopravvalutare la propria capacità di controllare gli eventi e che può pertanto facilmente portare a "farsi del male", assumendo più rischi del necessario o movimentando il portafoglio in modo eccessivo e non coerente con la propria pianificazione finanziaria. L'eccessiva sicurezza di sé può inoltre determinare una minore propensione a delegare le decisioni d'investimento a un consulente finanziario.

Optimism bias. Di più, se l'ottimismo eccessivo in finanza può risultare un vero e proprio boomerang, gli uomini sembrano più portati delle donne (27% vs 24%) a sovrastimare le probabilità di successo e a sottostimare i rischi legati ad aspettative troppo rosee. Si tratta di una trappola molto diffusa (Optimism bias), che può portare a un'inefficace pianificazione - perché impedisce di considerare, nei diversi scenari possibili, anche quelli negativi - e alla formulazione di previsioni sistematicamente distorte a proprio vantaggio.

Effetto disposizione. Secondo i risultati raccolti da Schroders attraverso Investimente.it - le donne mostrano, rispetto agli uomini, una minore attitudine a investire guardando al passato (la buona regola è infatti considerare le possibili performance future). Una trappola mentale tra le più diffuse, codificata in finanza comportamentale come Effetto disposizione, che si traduce generalmente nella tendenza a vendere troppo presto gli investimenti in crescita, accontentandosi del guadagno già realizzato a prescindere dal potenziale di ulteriore upside, e a tenere troppo a lungo quelli in perdita, con il risultato di subirne una ancora maggiore.

Avversione alle perdite. Tuttavia, in un quadro generale di minore "intrappolamento" riscontrato mediamente nell'universo femminile rispetto a quello maschile, le donne non solo tendono a vivere le perdite in modo più traumatico, ma mostrano anche di soffrirne molto di più di quanto non gioiscano per i guadagni (22% a fronte di 16%). Attitudini che la finanza comportamentale riconduce alla trappola mentale definita Avversione alle perdite che, se e quando riscontrata nel cliente dal consulente finanziario, dovrebbe indurre quest'ultimo a non proporre investimenti ad alto rischio.



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