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Le tensioni in arrivo da Pechino appesantiscono Wall Street

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Nonostante gli aggiornamenti macroeconomici migliori delle attese, l’outlook sulla crescita cinese spinge al ribasso i listini a Wall Street. A livello settoriale le performance peggiori sono quelle registrate dai titoli collegati alla domanda cinese (-1,67% per il comparto energetico e -1,01% per i titoli legati alle risorse di base). In agenda macro troviamo gli aggiornamenti relativi i nuovi cantieri per la costruzione di abitazioni, pari a 698 mila unità a febbraio, ed i permessi edilizi, che hanno superato le 700 mila unità salendo a 717 mila. Il primo dato era previsto a 695 mila mentre i per i permessi era stato pronosticato un incremento più contenuto a 690 mila. Il Dow ha terminato la seduta con un rosso di mezzo punto percentuale (-0,52%) a 13.170,19 punti, -0,3% per lo S&P a 1.405,52 e -0,14% del Nasdaq a 3.074,15.

Nel comparto finanziario ancora acquisti su Bank of America che con un rialzo del 2,94% sale in quota 9,81 dollari portando il saldo da inizio anno al +76,4%. Tra le società che hanno presentato i conti +2,26% per Jefferies e +6,68% per Tiffany: in entrambi i casi gli utili sono scesi meno delle attese. Deciso segno più anche per Amazon.com (+3,67%) che ha annunciato l’acquisizione di Kiva Systems, azienda specializzata nella produzione di robot per il trasporto merci, e +0,81% per Apple che ha chiuso nei pressi del nuovo massimo storico (toccato a 606,9 dollari) nonostante le critiche di alcuni utenti a proposito di un presunto surriscaldamento del nuovo iPad.