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Le telecom preferite agli energetici europei, per JP Morgan non durerà molto

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Telecom alla riscossa. E’ quanto sta avvenendo in Europa, almeno da agosto, osservano gli analisti di JP Morgan, che rilevano anche come questa tendenza sia tutta a danno del comparto energia del Vecchio Continente. Tre i motivi che, secondo gli esperti della banca d’affari americana, sono alla base di questo fenomeno: innanzitutto il settore della tlc erano allora valutati poco; poi le revisioni degli utili delle società del comparto hanno iniziato a raggiungere il livello più basso e infine esisteva un gap a livello regionale. I telefonici statunitensi erano infatti quelli che nel 2006 avevano performato meglio, mentre nel Vecchio Continente era accaduto l’esatto contrario. Non stupisce quindi che gli investitori abbiano iniziato a mettere in portafoglio i titoli telecom europei. Il problema è che lo hanno fatto sostituendo le azioni dell’energia che, tuttavia, presentano le medesime caratteristiche dei più gettonati del momento. Le loro valutazioni sono attraenti, le previsioni sugli utili sono troppo basse e il distacco con le compari americane è elevato. Per JP Morgan non passerà quindi molto tempo affinché anche i petroliferi rivivranno momenti di gloria. I preferiti della casa d’affari sono BP e le nostrane Eni e Saipem.