Le stelle del 'capitalismo rosso' (Fondionline.it) -3-

Inviato da Redazione il Mer, 19/09/2007 - 09:36
Conosciuta sui mercati come l'impresa più redditizia del mercato cinese, PetroChina ha scalzato RoyalDutch Shell dal secondo gradino della classifica mondiale delle oil compagnies. La società ha intenzione di offrire al mercato quattro milioni di azioni per raccogliere 4.500 milioni di euro. PetroChina ha scatenato un'ondata di ordini di acquisto in seguito all'annuncio della scoperta di un giacimento da 7.500 milioni di barili di crudo nella bahia di Bohai, nel Nord Est del paese. La corporate è presente fuori dai confini nazionali con una partecipazione del 67% nel capitale della PetroKazakhstan. L'indice principale della Borsa di Shanghai ha quadruplicato il suo valore negli ultimi due anni e gli investitori non riescono a saziare la fame di azioni. Gli esperti si aspettano che altre aziende cinesi seguano l'esempio di PetroChina, visto che numerose corporate quotano sul listino di Hong Kong ma non su quello di Shanghai. L'irruzione delle imprese cinesi sulla scena internazionale, frutto di una peculiare combinazione tra libero mercato e autoritarismo, suscita non pochi dubbi tra gli investitori e i governi occidentali. Le regole del gioco sono distinte in un paese dove imprese come ICBC, China Mobile e PetroChina sono a maggioranza statale e i cui manager sono sottoposti alla disciplina del Partito Comunista. A ciò bisogna sommare la mancanza di trasparenza e i sospetti di corruzione che interessano i potentati politici ed economici del paese. Molti investitori sostengono che la dipendenza delle imprese cinesi dallo Stato potrebbe rivelarsi nefasta nel lungo termine. Alcuni analisti sottolineano, per esempio, che PetroChina inizierà a quotarsi sulla Borsa di Shanghai non per soddisfare un interesse aziendale, ma per volere dei vertici di Pechino. E persino la Banca Mondiale ha espresso serie critiche per le basse quotazioni delle OPV cinesi, che sarebbero foriere di grandi guadagni per i gestori e le banche di investimento. A cura di www.fondionline.it
COMMENTA LA NOTIZIA