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Le speranze di ulteriori stimoli monetari spingono al rialzo i mercati

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Di seguito un estratto del commento mensile di giugno 2014 sui mercati e sull’asset allocation a cura della Strategy Unit di Pictet Asset Management. Nel loro Barometro mensile gli esperti della società di gestione evidenziano i fattori che hanno fatto da traino ai mercati azionari europei e a quelli americani, senza trascurare un focus su alcuni mercati emergenti come quello indiano, sostenuto dell’esito delle recenti elezioni.

In maggio le piazze azionarie e obbligazionarie mondiali hanno guadagnato terreno, in quanto le aspettative di continui stimoli monetari da parte delle principali banche centrali hanno sollevato il sentiment degli investitori.

I mercati finanziari si erano posizionati in vista di nuove misure di allentamento della BCE dopo le affermazioni del Presidente Mario Draghi circa un possibile intervento volto a contrastare la scarsa crescita e l’inflazione persistentemente bassa nell’UE.

Oltreoceano, Janet Yellen ha rassicurato gli investitori dichiarando che la Fed non è pronta a inasprire la politica monetaria e che continuerà a sostenere l’economia nazionale. Il tono accomodante delle autorità monetarie ha creato le condizioni propizie per un diffuso rally azionario, trainato dai mercati emergenti.

Il benchmark russo ha evidenziato un rialzo all’indomani della vittoria di Petro Poroshenko alle presidenziali in Ucraina, che ha alimentato le speranze di un ritorno alla stabilità nella regione. Anche in India, i guadagni a due cifre dei titoli azionari sono riconducibili all’effetto post-elettorale, in quanto gli investitori hanno accolto con entusiasmo il trionfo del partito nazionalista indù Bharatiya Janata Party.

L’auspicio generale è che il nuovo Primo Ministro Narendra Modi tenga fede al suo programma a favore delle imprese e riesca a rilanciare l’economia indiana. Per contro, il mercato azionario thailandese è stato uno dei più deludenti dopo il recente colpo di stato militare.

Le borse statunitensi hanno tratto beneficio dal miglioramento degli utili aziendali: oltre il 75% delle imprese ha infatti pubblicato risultati superiori alle attese. Situazione analoga in Giappone, dove i listini azionari sono stati tra i più brillanti dei mercati dei Paesi sviluppati.

A livello settoriale, informatica e beni voluttuari hanno messo a segno progressi, mentre materiali ed energia sono rimasti indietro rispetto all’indice globale. Le small cap hanno sottoperformato le large cap.

I rendimenti dei titoli di Stato dei Paesi avanzati si sono attestati in prossimità dei minimi storici. Quelli dei bond statunitensi sono stati frenati dalle aspettative di crescita modesta e bassa inflazione nel Paese. Il rendimento dei Treasury decennali è di fatti sceso sotto il 2,5%, un livello prossimo al minimo degli ultimi 10 mesi.

In Europa, il calo dei rendimenti dei titoli di Stato dei Paesi periferici è proseguito in previsione di un taglio dei tassi da parte della BCE. I rendimenti dei decennali spagnoli hanno toccato il minimo del 2,81%; anche quelli dei titoli di Stato italiani e portoghesi hanno evidenziato una flessione. Gli investitori alla ricerca di obbligazioni sovrane con rendimenti più elevati hanno quindi puntato sul debito emergente, che ha guadagnato terreno sia in USD sia in valuta locale, rivelandosi il segmento migliore dell’universo fixed income.