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Le Borse proseguono in caduta libera le contrattazioni nell’ultima seduta della settimana e prima del meeting G7 del week end. A Piazza Affari l’indice S&P/Mib arretra di oltre sette punti percentuali e nel corso della prima ora di contrattazioni è sceso fino a 19.831, sotto quota 20.000 punti e soprattutto sotto i minimi del marzo 2003 a 20.322 punti.


In Germania il Dax si aggira sotto quota 4.500 con un ribasso vicino all’8%. Il Cac40 parigino perde quasi il 6%. L’Ibex a Madrid scivola del 5,5% così come l’Aex di Amsterdam. A Londra il Ftse100 ha recuperato fino a -6% dopo aver toccato un ribasso massimo del 10%.

Sotto pressione ancora una volta il comparto finanziario dopo il fallimento in Giappone della compagnia assicurativa Yamato Life Insurance, un brutto segnale sull’espansione della crisi a livello internazionale. Unicredit e Intesa Sanpaolo sono le azioni più vendute a Piazza Affari con ribassi superiori all’11 e al 9% rispettivamente. Male anche le utility come Enel e Telecom Italia mentre i titoli industriali arretrano pesantemente scontando la recessione appena certificata dal Fondo monetario internazionale.


Scenario da recessione anche sul comparto delle materie prime dove il petrolio è tornato sotto quota 80 dollari al barile per poi rimbalzare attestandosi nei pressi di 82 dollari. Solo l’oro, bene rifugio per eccellenza, resiste guadagnando terreno fino a 924 dollari l’oncia.