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Le paure per lo stato dell’economia si abbattono sui tecnologici mondiali

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E ora tocca all’hi-tech. Più della rotazione settoriale che ha già largamente interessato il comparto (prova ne il -8,85% del Nasdaq da inizio anno) si può però parlare di effetto delle informazioni più aggiornate sullo stato e le prospettive dell’industria venute questa notte dal leader del mercato dei semiconduttori Intel. Le pessimistiche previsioni rilasciate dalla società di Santa Clara dipingono infatti un quadro indicativo di quelli che potranno essere i prossimi mesi. Intel è la prima tra le grandi aziende della tecnologia a rilasciare non solo la trimestrale ma soprattutto le proprie previsioni sui primi tre mesi del 2008. Outlook che secondo Richard Windsor di Nomura “conferma il nervosismo che circonda la domanda di semiconduttori nel 2008”. Ma non si tratta solo di tensioni interne all’industria. Tra le maggiori motivazioni citate dalla stessa Intel per risultati dell’ultimo trimestre dell’anno considerati deludenti dal mercato ci sono la discesa dei prezzi delle memorie flash e il debole outlook macroeconomico. Il tema del rallentamento economico domina però anche le stime caute emesse da Intel per il primo trimestre 2008.


E questo potrebbe verosimilmente voler dire che lo stesso tipo di notizie potrebbero arrivare anche dalle altre società produttrici di chip. Ne è una prova l’andamento del settore in Europa questa mattina. Non è infatti solo Intel a proseguire nelle contrattazioni a Francoforte sulla stessa strada intrapresa in after hour (-14,5). Il titolo della società di Santa Clara lascia ora sul terreno in Germania poco più del 14%. In Italia Stmicroelectronics cede il 4,1% a 7,98 euro, mentre Asml (16,68 euro) e Infineon (6,49 euro) cedono rispettivamente il 9,69 e il 3 per cento. Sui titoli del maggiore produttore europeo di apparecchiature per la produzione di semiconduttori, pesa anche l’annuncio, questa mattina, di una contrazione del fatturato a 973 milioni dai 1,07 miliardi dell’anno precedente. Tuttavia l’incertezza è stata acuita dall’assenza di una guidance per i prossimi mesi. In precedenza a pagare dazio era stata nella notte Taiwan Semicoductors il maggiore produttore mondiale di chip su commessa, che ha lasciato sul terreno il 3,7% a 55,4 dollari di Taiwan. 

Nel dettaglio Intel ha annunciato per il quarto trimestre del 2007 profitti in crescita a 2,27 miliardi di dollari, pari a 38 centesimi di dollaro per azione, contro gli 1,50 miliardi dello stesso periodo del 2006 (26 centesimi per azione). Il consensus si attendeva però un utile per azione di circa 40 centesimi di dollaro. I ricavi sono cresciuti negli ultimi tre mesi dell’anno del 10,7% a 10,7 miliardi di dollari dai 9,69 del quarto trimestre 2006 contro attese fissate a 10,8 miliardi di dollari. Per il primo trimestre del 2008 Intel si attende ricavi compresi tra 9,4 e 10 miliardi di dollari contro le stime degli analisti che ponevano il traguardo a 10 miliardi di dollari.