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Le opportunità dalla ripresa europea per i mercati azionari nel 2014

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Di seguito pubblichiamo un report di Ian Ormiston, Responsabile Equity Europa di Ignis Asset Management. L’esperto di Ignis Asset Management si concentra sulle opportunità di investimento offerte dallo scenario europeo per il 2014. In particolare Ormiston, preferisce i mercati nordici, che presentano business model conservativi e dei management aziendali più a misura di azionista. A livello di paesi indica i mercati di Olanda, Germania, Scandinavia e le “vere” small cap francesi. Tuttavia, per quanto riguarda la Francia, suggerisce di non essere sovraesposti a settori che si trovano sotto la crescente pressione normativa come quello delle utilità. Riguardo i mercati periferici, la preferenza di Ormiston ricade sull’Irlanda grazie all’esposizione del 50% della propria economia verso il mercato UK, del 25% verso altri mercati esteri e solo del 25% verso il mercato interno.

Di recente l’Europa è riemersa come regione interessante in cui investire: i decisori politici si sono dati da fare per stabilizzare quest’area travagliata e la situazione ha favorito guadagni netti per i mercati dell’intero Continente.

Sebbene i principali problemi di natura strutturale rimangano, e continueranno a riaffiorare di tanto in tanto, secondo Ian Ormiston, Responsabile Equity Europa di Ignis Asset Management, è improbabile che questi problemi possano ostacolare la ripresa economica e di mercato.

Nel corso del 2014 la zona euro riprenderà a crescere: da un lato il Nord Europa registrerà una rispettabile crescita del PIL pari a circa il 2%, mentre dall’altro la periferia si manterrà generalmente invariata. Questo rappresenta un considerevole miglioramento rispetto agli ultimi anni, dove la crescita è stata seriamente ostacolata dall’austerità.

Sono numerose le aziende di alta qualità che hanno prosperato in tempi difficili, e che potrebbero essere già pronte a generare ulteriori guadagni grazie alla ripresa interna, ancora maggiori di quelli attuali, già in netto aumento.

Tutti sanno che le riprese non finiscono mai al fair value

Ma almeno ne è rimasto di valore? Questa è una buona domanda da porre a noi stessi. Le valutazioni si sono normalizzate dai livelli bassissimi di quattro anni fa: attualmente si situano appena sopra il mezzo ciclo, al 17,9x per gli utili e al 2% per il rendimento. Considerando che al ciclo mancano ancora un paio d’anni per concludersi, significa che rimane un sostanzioso margine di crescita. Lo sanno tutti che le riprese non finiscono mai al fair value.

Le stime suggeriscono un 24% di crescita degli utili per azione per il 2014. La crescita del PIL non sarà gigantesca, ma anche una modesta ripresa dovrebbe garantire un mantenimento delle stime sugli utili, grazie agli effetti base.

Un piccolo miglioramento della crescita porta molto lontano

È probabile che la crescita a doppia velocità registrata di recente in Europa, il prossimo anno sarà più circoscritta. Se è vero, infatti, che la Germania crescerà sopra il 2%, anche le aree più critiche stanno tornando a crescere.

Molti investitori sono ancora diffidenti nei confronti della zona euro, ma Mario Draghi ha rappresentato un cambiamento positivo. Abbiamo visto dei miglioramenti nella situazione a livello macro, la crescita sta gradualmente ritornando e abbiamo assistito a una ripresa della fiducia. Persino i politici hanno imparato qualcosa dal luglio 2011. È curioso vedere quanto un piccolo miglioramento della crescita riesca a tenere le cose sotto controllo.

Non sono molte le aziende di grande qualità nell’Europa periferica

Ho sempre preferito i mercati core. Senza fare previsioni troppo ribassiste sulle economie periferiche, dico solo che non è possibile trovare molte aziende di grande qualità al sud. I mercati nordici sono più profondi, presentano business model conservativi e dei management più a misura di azionista. Pertanto preferiamo l’Olanda, la Germania, la Scandinavia e le “vere” small cap francesi. Tuttavia, è meglio non essere sovraesposti a settori che si trovano sotto la crescente pressione normativa in Francia, come quello delle utility. Indubbiamente potremo notare un’interferenza dei governi a livello normativo e fiscale.

Sulla Germania poniamo il nostro maggiore sovrappeso. Un titolo che ci piace è Freenet, un operatore mobile che beneficia della competitività tariffaria ed è asset-light. In un’economia in miglioramento, sono questi i tipi di aziende che prediligiamo.

Perché sovrappesiamo del 13% l’Irlanda

L’Irlanda, su cui abbiamo un overweight del 13%, si distingue dagli altri mercati della periferia: il 50% dell’attività irlandese è esposta verso il Regno Unito, il 25% a livello interno e il restante 25% verso altri mercati esteri.

Il settore bancario irlandese è stato, senz’altro, disastrato ma ormai questa situazione è largamente sorpassata, ed è principalmente un problema del governo. Tuttavia, c’è una compagnia assicurativa di qualità, la FBD, che si è concentrata sulle sottoscrizioni conservative e redditizie. Ha attraversato una seria crisi finanziaria, poiché che deteneva bund tedeschi e non obbligazioni irlandesi. In questo tipo di mercato un attore locale trae dei vantaggi notevoli.

Opportunità di profitto dalla ripresa dell’attività di fusioni e acquisizioni

Le aziende stanno accumulando riserve di liquidità e non fanno investimenti in conto capitale per crescere. In ogni caso, il settore delle fusioni e acquisizioni ha visto una ripresa. Abbiamo notato un alto numero di operazioni tra le società presenti nel nostro portafoglio negli ultimi 18 mesi.

Investiamo in società sane e ben gestite, con situazioni patrimoniali solide. L’elemento interessante delle small cap è che questi titoli saranno sempre influenzati dalla crescita. Si tratta di titoli nuovi che continuano ad affluire sul mercato, indipendentemente dal punto del ciclo in cui ci troviamo.

Come le aziende europee stanno prosperando nella rivoluzione tecnologica

Ritengo molto interessante il tema delle differenze tra i settori tecnologici statunitense ed europeo. Anche se non capisco del tutto i business model di Twitter e Facebook, molte società stanno traendo vantaggio dalla rivoluzione tecnologica in Europa.

Fingerprint Cards, ad esempio, è un’azienda relativamente giovane che ha iniziato a lavorare producendo scanner che poi le banche cinesi forniscono ai clienti per prevenire le frodi nelle transazioni bancarie online. Da allora, l’azienda si è dedicata alla commercializzazione di scanner per impronte digitali che potessero essere integrati nei telefoni cellulari e in altri dispositivi abilitati per Internet.

Ci sono anche altre storie interessanti, come quella di Ingenico, fornitore leader di soluzioni di pagamento, e di Gemalto, leader mondiale della sicurezza digitale. Tutte queste società riportano valutazioni decenti e offrono servizi tangibili, che promuovono la riduzione dei costi e delle frodi.