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Le opportunità d’investimento in Giappone non sono ancora finite

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Di seguito pubblichiamo un commento sulle attuali opportunità di investimento presenti sul mercato giapponese elaborato da Ernst Glanzmann, gestore del JB Japan Stock Fund di Swiss & Global Asset Management. Per l’esperto il Giappone appare un tema di investimento ancora valido nonostante il marcato aumento delle quotazioni fatto registrare da novembre 2012 ad oggi. A spingere Glanzmann in questa direzione la convinzione che nei prossimi mesi le stime degli utili delle società del Sol Levante verranno riviste al rialzo, effetto del manifestarsi del miglioramento dell’efficienza operativa compiuta negli anni scorsi e in precedenza mascherata dalla rivalutazione registrata dal 2007-2008 in poi dallo yen. Questo senza contare il traino che potrebbe giungere dalle prossime riforme strutturali che dovrebbero essere annunciate dal Giappone nei mesi a venire.

Nonostante un forte aumento dei prezzi delle azioni giapponesi da novembre 2012 ad oggi, vi sono ancora delle opportunità per gli investitori. Grazie a politiche economiche solide in Giappone, a una costante crescita in buona parte del mondo e al prolungarsi della debolezza dello yen, con tutta probabilità le stime degli utili saranno gradualmente riviste al rialzo, a testimonianza di un mercato azionario sano.

Emergono opportunità finora ignorate nelle società giapponesi

Dalla crisi finanziaria del 2007-2008, le aziende giapponesi hanno dovuto fare i conti con un apprezzamento della loro moneta del 60% nei confronti del dollaro USA, nonché con il disastro di Fukushima del marzo 2011 e, più tardi nello stesso anno, con le forti inondazioni durante la stagione dei monsoni in Tailandia. I leader delle società hanno implementato misure vigorose per mantenere la competitività in questo difficile contesto e hanno continuato a espandersi oltreoceano. Tuttavia, una moneta costantemente forte ne aveva mascherato il miglioramento delle efficienze operative. Di conseguenza il mercato azionario giapponese era rimasto piatto mentre altri mercati superavano i minimi del 2009.

Tale migliore efficienza operativa fra le società del Giappone arriva in un momento di grande ottimismo, grazie alle riforme annunciate dal nuovo governo. Il Primo ministro Shinzo Abe ha introdotto un piano per rilanciare la terza economia del mondo, basato su tre pilastri: misure monetarie, stimolo fiscale e modifiche strutturali per migliorare la competitività. Diversamente dai precedenti “cambi di rotta” politici, le misure sono state considerate credibili dai mercati finanziari. Di conseguenza, lo yen è nuovamente ricaduto nel range di negoziazione più basso nei confronti del dollaro USA, compreso fra 100 e 120 punti, come non era più accaduto dai tempi della crisi finanziaria, e il mercato azionario ha sostanzialmente colmato il gap.

La crescita degli utili aziendali supererà quella di altri mercati sviluppati

Secondo la nostra analisi dei dati Bloomberg, gli utili netti delle società dell’MSCI Giappone dovrebbero raddoppiare nei prossimi tre anni. Il 60% circa di tale incremento si realizzerà probabilmente in quest’anno finanziario, e il restante 40% negli esercizi 2014 e 2015. Secondo le attese, le aziende che contribuiranno maggiormente a questa importante inversione di tendenza saranno quelle impegnate nell’assemblaggio di automobili e quelle che producono componenti. Inoltre, i produttori di elettricità dovrebbero iniziare a generare utili netti significativi entro marzo 2016, abbandonando la situazione di pesanti perdite provocata dalla catastrofe di Fukushima.

Analogamente, misure più rigorose volte a migliorare la redditività dovrebbero consentire alpiù debole settore dell’elettronica di consumo di tornare in attivo entro poco tempo. Dopo un grosso salto nel presente anno finanziario, gli utili netti delle società dovrebbero poi continuare a crescere del 15% l’anno fino alla fine del mese di marzo 2016. Questo tasso di crescita regge bene il confronto con altri mercati sviluppati, dove è attesa una crescita del 10% l’anno.

Riforme imminenti per rilanciare l’economia

Le prossime riforme strutturali in Giappone comprenderanno probabilmente la sottoscrizione di accordi di libero scambio (per esempio la Partnership Transpacifica, una serie di negoziati commerciali e d’investimento fra le 11 nazioni che affacciano sul Pacifico), il riconoscimento di zone economiche speciali, tagli alle imposte sulle imprese, la deregolamentazione dei settori dell’agricoltura e della sanità, l’introduzione di misure volte ad aumentare l’occupazione femminile, e una revisione della politica energetica del Paese. Anche se gli accordi di libero scambio esporranno ulteriormente le aziende giapponesi alla competizione globale, questo dovrebbe essere più che compensato dai vantaggi. Le società più forti dovrebbero beneficiare non solo delle minori barriere commerciali ma anche del consolidamento industriale.