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Deutsche Bank taglia rating banche europee, mentre scommette su questi settori

Andreas Bruckner, strategist del colosso tedesco, ha motivato la decisione con la minore fiducia nel settore dovuta allo smorzarsi dell’ottimismo sulla crescita dell’Eurozona. Upgrade per questi comparti.

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Deutsche Bank apporta modifiche alla propria allocazione di portafoglio, tagliando il rating sul settore bancario europeo da “benchmark” a “underweight”.

Deutsche Bank: correlazione tra titoli bancari e indici PMI

Andreas Bruckner, strategist del colosso tedesco, motiva la decisione con la minore fiducia nel settore, dovuta allo smorzarsi dell’ottimismo sulla crescita dell’Eurozona.

“Se nel corso dei prossimi sei mesi gli indici Pmi dell’area euro  torneranno a quota 53 e il momentum degli stessi diventerà negativo, così come noi prevediamo, tale situazione peserà sui prezzi relativi delle banche“.

I grafici – continua la banca – “mostrano come quello bancario sia di fatto il settore più sensibile a eventuali dietrofront degli indici PMI”.

Allo stesso tempo “sebbene le aspettative su una stretta monetaria da parte delle banche centrali, nel secondo semestre, potranno esercitare una pressione al rialzo sui rendimenti dei Bund tedeschi, l’indebolimento del momentum di crescita macro dovrebbe pesare sui tassi nel breve termine“.

Si fa poi notare che, in generale, “il trend relativo delle banche ha continuato a riflettere quello del rendimento decennale dei Bund tedeschi”. Ciò significa che i prezzi (dei titoli) probabilmente faticheranno almeno fino a quando lo smorzarsi del momentum della crescita continuerà a mettere sotto pressione i tassi“.

Lo strategist sottolinea che il P/E del settore bancario europeo indica comunque uno sconto del 20%, all’incirca in linea con la media di lungo periodo. E aggiunge che solo quando il trend degli indici PMI toccherà il fondo verso la fine dell’anno, “torneremo a guardare con favore alle banche, specialmente se si considera che gli analisti del settore intravedono margini al rialzo nel corso dei prossimi 12 mesi (in funzione del processo atteso di normalizzazione dei tassi).

Quello bancario è il settore più sensibile al trend degli indici PMI

Nel grafico Deutsche Bank spiega il motivo del suo dowgrade sui bancari.

Deutsche Bank: upgrade su settore energetico

Nella sua nota, Deutsche Bank rivede al rialzo invece il rating sul settore energetico da “underweight” a “overweight”, facendo notare che il comparto “ha sottoperformato il mercato del 12% dall’inizio dell’anno, riportando la peggiore performance (tra tutti i settori) da inizio 2017″.

A seguito della “recente correzione, il settore risulta ora più conveniente del 5% circa rispetto al nostro modello di fair-value di breve termine. (..) La relazione tra i prezzi del petrolio e il dollaro suggerisce un margine di rialzo di breve periodo per i prezzi del petrolio, a causa della debolezza del dollaro.

Infine:

“le posizioni speculative contro il petrolio sono scese in modo netto dal massimo degli ultimi sei anni segnato a febbraio, fattore che indica un sentiment di mercato più equilibrato. I rischi chiave per il settore sono il continuo incremento della produzione di gas di scisto in Usa e il possibile rafforzamento del dollaro, che potrebbe pesare sui prezzi delle materie prime (“sebbene i nostri strategist del forex abbiano ridotto recentemente il margine di rialzo atteso per il dollaro nel resto dell’anno)”

Deutsche Bank ha rivisto al rialzo il rating del settore materiali da costruzione, da underweight a overweight, dal momento che il comparto ha sottoperformato il mercato di circa il 9% dall’inizio di dicembre, confermandosi il terzo peggior settore del periodo (dopo quelli energetico e retail alimentare). Tra gli altri fattori che motivano l’upgrade, una “correzione che è andata troppo oltre”, e un rapporto P/E relativo “vicino ai minimi dal 2009”.

Deutsche Bank: upgrade e downgrade su altri settori

Settore aereo: Deutsche Bank taglia la valutazione da “overweight” a “benchmark”, facendo notare che il settore ha outperformato il mercato di quasi il 25% dall’inizio dell’anno, sostenuto dai prezzi più bassi delle materie prime e dai movimenti favorevoli del forex. Il valore è superiore al fair value di oltre il 10%, “in base al nostro modello a tre fattori, basato sui prezzi del petrolio, sulla sterlina, e sugli spread dei bond periferici).

I titoli delle compagnie europee potrebbero “comunque beneficiare di una ulteriore riduzione dell’incertezza politica in Europa. Inoltre, i P/E relativi rimangono vicini ai minimi degli ultimi dieci anni, presentando uno sconto del 35% rispetto al mercato”.

Downgrade anche per il settore dei beni durevoli, che includono i beni di lusso. Il rating passa da “benchmark” a “underweight”, in quanto “il settore è molto sensibile alle oscillazioni della crescita globale, ma non ha reagito ancora allo smorzarsi del momentum del PMI globale, che noi riteniamo continuerà ancora. Altro fattore è “il P/E relativo, che presenta un premio del 30% rispetto al mercato”.

Infine, sul settore minerario, Deutsche Bank consiglia di “ridurre l’underweight”, spiegando che il comparto “è stato il più debole in Europa degli ultimi tre mesi, sottoperformando il mercato del 15% circa, a causa della flessione dei prezzi dei metalli”.

La “conseguenza, in base al nostro modello sul fair value (che si basa sul rame, sulla sterlina e sui tassi reali di interesse in Usa), è che puntiamo a un margine di rialzo del 5% circa”.

Detto questo, la conferma il rating underweight è confermato, a causa delle preoccupazioni sul credito della Cina e, anche in questo caso, per il rallentamento degli indici globali di PMI. In questi casi, di fatto, il settore minerario tende a sottoperformare il mercato”.