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Le nuove opportunità dalla rivoluzione energetica

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Di seguito pubblichiamo un commento di Roberto Cominotto e Evelyne Pflugi, gestori del JB Energy Transition Fund di Swiss & Global Asset Management, sulle opportunità di investimento che si aprono con gli ultimi sviluppi nel settore energetico. Il settore energetico è in fase di cambiamento: le nuove risorse, come il gas e il petrolio da argille, le energie rinnovabili a costi competitivi e la quota crescente di gas naturale richiedono ingenti investimenti nelle infrastrutture. E questi sviluppi a detta dei due esperti aprono interessanti opportunità di investimento.

Negli ultimi due anni, dominati dalla crisi del debito e dell’Euro, gli investitori hanno collocato le azioni energetiche cicliche in secondo piano. Ciò ha fatto sì che numerosi sviluppi positivi avvenuti nei vari mercati energetici non si siano riflessi sui corsi azionari. I seguenti fattori ci consentono tuttavia di essere ottimisti:

o Il prezzo del petrolio nel prossimo futuro dovrebbe rimanere ai livelli attuali elevati. 

o Le reti elettriche globali sono solo all’inizio di un ciclo di investimenti senza precedenti. 

o La richiesta di gas naturale liquefatto (GNL) continua a crescere, con il conseguente ampliamento delle infrastrutture a esso correlate. 

o Il numero crescente di nuove installazioni nel settore energetico crea nuove opportunità in determinate nicchie del mercato eolico e solare. 

o Il boom del gas e del petrolio da argille porta a ingenti investimenti nelle infrastrutture lungo l’intera catena del valore.

Con l’ulteriore, per quanto moderata, ripresa congiunturale nel secondo semestre 2013 e nel prossimo anno, questi fattori dovrebbero riflettersi in maniera più significativa anche nei corsi azionari delle società coinvolte.

Rivoluzione nello scenario energetico del Nord America

Negli ultimi dieci anni, è stata soprattutto la domanda in costante crescita di energia proveniente dai paesi emergenti il principale fattore di spinta per gli investimenti nelle infrastrutture energetiche. Tuttavia, il boom del gas e del petrolio da argille nel Nord America ha concentrato ulteriormente l’attenzione su questa regione. Negli ultimi decenni, lo scenario energetico statunitense si è sempre orientato verso le importazioni di gas e petrolio. Ora che si è invece acclarato che il Nord America diventerà autosufficiente nel consumo di gas naturale e, in prospettiva, possibilmente anche in quello di petrolio, le infrastrutture devono essere adeguate di conseguenza. Ciò comporta non solo l’ampliamento delle tubazioni e della capacità di elaborazione, raffinazione, immagazzinamento e petrolchimica, ma anche la creazione di impianti di liquefazione ed esportazione del GNL. Inoltre, due terzi delle infrastrutture delle reti elettriche e delle tubature hanno già superato il loro ciclo di vita e devono pertanto essere sostituite.

Ripresa delle energie rinnovabili

Dopo che negli ultimi due anni i corsi azionari nel settore dell’energia eolica e solare hanno continuato solamente a scendere, sembra scorgersi una luce in fondo al tunnel. Nel mercato del solare, la domanda finale dovrebbe superare anche quest’anno le attese, questa volta trainata da mercati come Cina, Giappone e USA, e non come in passato solo grazie ai mercati europei eccessivamente sovvenzionati. Nel mercato dell’eolico ha ri-preso a crescere soprattutto la domanda cinese, dopo che sono state in parte risolte le difficoltà della rete elettrica. Tutti questi fattori non devono tuttavia renderci euforici. I produttori di turbine eoliche e moduli fotovoltaici continuano a soffrire di un’eccessiva capacità produttiva. Nel JB Energy Transition Fund sfruttiamo le possibilità offerteci dall’aver creato posizioni nei mercati di nicchia, che beneficiano dei prezzi bassi e dei volumi in crescita.