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Le minute Fed aprono spazi per nuovi tagli ai tassi, le Borse ringraziano

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Nuovi record storici nella serata di ieri sia per il Dow Jones sia per l’S&P 500, giunti in chiusura rispettivamente a 14164 e 1565 punti. E anche per le Borse europee si prevede un avvio in rialzo dopo che anche le piazze asiatiche hanno proseguito il loro rally. Merito dei verbali dell’ultimo vertice della più importante banca centrale al mondo, la Federal Reserve, diffusi ieri sera e da cui sono venute indicazioni sufficienti a rinfrancare le attese di nuove riduzioni dei tassi d’interesse nel breve termine.


 

Dalle minute è infatti emersa l’unanime convinzione da parte dei membri del Fomc (il Federal Open Market Committee) che le pressioni sui prezzi non costituiscano una grave minaccia. Una presa di posizione nettamente diversa da quella seguita dalle autorità monetarie americane fino alla crisi di liquidità di agosto, rafforzata dal fatto che tutti i dieci esponenti del Comitato abbiano espresso la necessità di una manovra aggressiva come quella di un taglio di mezzo punto percentuale.


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“Con la crescita presumibilmente destinata per un certo periodo a muoversi al di sotto del suo potenziale – si legge nel documento della Fed – e con prossimi dati sui prezzi che appaiono favorevoli, l’allentamento di politica monetaria non dovrebbe impattare in maniera avversa sull’evoluzione dell’inflazione”.


 


Espressioni che lasciano intendere l’aspettativa di una sostenibilità del declino dell’inflazione, unite alle preoccupazioni per il settore immobiliare che rimane “estremamente debole” sono state dunque alla base della decisione della Fed del 18 settembre e potrebbero orientare anche le prossime mosse (la prossima decisione sui tassi è in programma per il 31 ottobre). Almeno questa è la scommessa dei mercati.


 


Tutto ciò nonostante la stessa Fed abbia reso noto ieri, seguendo l’usuale copione, che “future azioni dipenderanno dall’impatto degli sviluppi di mercato e di altri fattori sulle prospettive economiche”.