Le lusinghiere parole di Ubs non scaldano Mediobanca

Inviato da Redazione il Lun, 11/10/2004 - 12:43
Quotazione: MEDIOBANCA
Mediobanca va dritta per la sua strada. Il titolo di piazzetta Cuccia continua a quotare sotto la parità(-0,19%), limitandosi a passare di mano a quota 10,97 euro a un soffio dalla soglia degli 11 euro tondi. L'azione in realtà è un po' trascurata dal mercato. Lo provano i volumi: sono, infatti, passati di mano appena 800mila pezzi contro una media delle ultime trenta sedute giornaliere pari a 5 milioni di pezzi. Eppure oggi lusinghiere parole per Mediobanca sono state spese da Ubs. Secondo il broker Mediobanca si è "apprezzata": il target price del titolo è passato a 11,5 euro dai precedenti 11 euro, mentre il rating è stato confermato a neutral. "Il nuovo management ha portato a una drammatica trasformazione. L'istituto finanziario è infatti diventato più aggressivo dal punto della politica commerciale e si sta organizzando in quattro divisioni per allocare in maniera efficiente le sue risorse", spiega Matteo Ramenghi, analista della prestigiosa merchant bank. Piccoli passi, che stanno dando già i loro buoni frutti. "Mediobanca vanta un profilo di rischio differente dalla maggior parte degli istituti finanziari italiani", prosegue l'esperto di Ubs. Un assaggio? Piazzetta Cuccia "trarrà beneficio dall'introduzione degli Ias e ha un rendimento sul dividendo del 3,7%, che a nostro avviso è pienamente sostenibile. Siamo dell'idea che abbia la miglior qualità degli asset nel settore e un esposizione nulla verso le recenti situazioni finanziari salite alla cronaca in Italia", snocciola l'esperto di Ubs. Anche la filosofia sulle partecipazioni di Mediobanca ha colpito nel segno. "Le partecipazioni considerate non strategiche verranno dismesse. Pensiamo che l'incremento dei contributi positivi derivanti dal comparto finanziario e dal private banking ridurrà la volatilità degli utili", dice Matteo Ramenghi. Happy-end dunque: "abbiamo rivisto del 1,1% le stime di utile per azione 2005 e del 3% quelle 2006. Come risultato, è stato ritoccato anche il target price dell'azione a 11,5 euro dai precedenti 11 euro. Ma se non ci fosse lo sconto derivante dalla quota di Generali il target price sarebbe a 12,5 euro", conclude l'esperto di Ubs.
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