Le Borse ripartono dalla Fed e dai primi conti delle banche Usa

Inviato da Marco Barlassina il Mar, 18/03/2008 - 09:03
Quotazione: LEHMAN BROTHERS
Quotazione: GOLDMAN SACHS G

Dopo il crollo e l'ondata di panico di ieri, si profila una nuova giornata decisiva per le Borse mondiali, che oggi faranno i conti con i primi numeri trimestrali delle banche d'affari statunitensi e soprattutto con una decisione sui tassi d'interesse da parte della Federal Reserve, vista in procinto di effettuare un taglio addirittura di un punto percentuale.

 

Andando con ordine, nel primo pomeriggio, ancor prima dell'apertura di Wall Street (ore 14.30), si conosceranno i risultati del primo trimestre dell'esercizio fiscale 2008 di due delle maggiori case d'affari di Wall Street: Goldman Sachs e Lehman Brothers. Entrambe sovrastate da nubi. La prima ha reso noto ieri sera la rimozione dall'incarico di strategist e capo degli investimenti di Abby Joseph Cohen, nota per aver previsto l'indice S&P500 a 1675 punti per fine 2008. Ma è su Lehman che pendono le preoccupazioni maggiori. Ieri il titolo ha chiuso in calo del 19% dopo aver toccato un picco verso il basso in flessione del 46% a metà giornata, lasciando ipotizzare un nuovo caso Bear Stearns. Lehman è infatti tra le banche più esposte ai prestiti a leva e ai titoli originati da prestiti immobiliari. Ma sempre ieri si erano diffuse voci, successivamente smentite, secondo cui la banca Dbs Holdings di Singapore avrebbe inviato una nota ai trader avvisandoli di non intraprendere nuove transazioni con Lehman. A sostegno è intervenuto anche il numero uno della banca, Dick Fuld, chiarendo che con la mossa della Fed (l'allargamento alle banche d'affari la possibilità di accedere direttamente ai suoi finanziamenti), la liquidità non è più un problema per tutta l'industria. Secondo le stime di consensus Lehman dovrebbe riportare nel trimestre utili per azione di 66 centesimi, ma forti sono anche le aspettative di nuove svalutazioni che potrebbero superare il miliardo di dollari.

 

Sul fronte dei tassi, la Fed dovrebbe mostrare ancora tutta la propria volontà di contrastare la crisi con azioni shock. Dopo la riduzione inaspettata del tasso di sconto di 25 punti base nella notte di domenica, aver garantito l'acquisizione di Bear Stearns da parte di Jp Morgan e aver concesso anche alle società di intermediazione le stesse condizioni creditizie concesse alle banche commerciali (decisione che veniva presa dagli anni '60), la Fed è vista pronta a varare una manovra monstre anche sui tassi d'interesse, con il consensus che è passato in un solo giorno da una riduzione di 75 punti base fino all'1%. La decisione è attesa per le 19.15 ora italiana.

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