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Le Borse guardano al Giappone. BoJ e Jp Morgan rilanciano gli acquisti sulle banche europee

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Sono le banche europee le grandi protagoniste sui listini in questo lunedì campale per le Borse. I titoli degli istituti finanziari del Vecchio Continente viaggiano in rialzo nel Vecchio continente, con il settore che avanza dello 0,38%. Le azioni beneficiano delle misure straordinarie varate dalla Boj in Giappone e del giudizio positivo degli analisti di JPMorgan Cazenove che ha alzato la raccomandazione sul settore bancario europeo da neutral a overweight. A Milano Unicredit guadagna il 4,18%, Mps il 3,24%, Intesa Sanpaolo il 2,66%, il Banco Popolare +2,48%, Bpm il 2,57% e Ubi il 2,36%. A Parigi in rialzo Societe Generale (+2,28%), Credit Agricole (+1,84%) e Bnp Paribas (+1,67%).

Mentre l’agenzia di rating Standard and Poor’s ha assicurato che il terremoto non avrà effetti immediati sul debito sovrano del paese, per evitare il peggio il governatore della Banca del Giappone, Masaaki Shirakawa, ha detto stamani che la Banca centrale dovrebbe continuare a fornire liquidità ai mercati a breve termine in una situazione in cui gli investitori sono preoccupati di detenere fondi in mezzo a un’elevata incertezza determinata dal terremoto che ha colpito il Giappone venerdì. “Anche se le operazioni della BoJ non incontreranno domanda sufficiente da parte delle imprese finanziarie, ci possono essere le banche che ritengono di non avere liquidità sufficiente”, Shirakawa ha detto ai giornalisti in una conferenza stampa.

“La BoJ fornirà altri fondi, se necessario, per garantire la stabilità del mercato” a prescindere dai risultati dell’operazione, ha detto. “L’incertezza dell’economia è tanta – ha detto Shirakawa – ma l’importante è prevenire il deterioramento del sentimento ed evitare la fuga dal rischio”. I dati a disposizione per ora, ha aggiunto il governatore della BoJ, non sono sufficienti per valutarne l’impatto sull’economia. Eppure la comunità internazionale è preoccupata. “Siamo di fronte a un incidente nucleare grave – ha detto Besson ai microfoni di France Inter – poichè ci sono state fughe radioattive, ma non siamo a una catastrofe. Tale scenario”, ha poi aggiunto il ministro, “non è però da escludere”.

Riguardo al report di JpMOrgan , gli esperti spiegano che negli ultimi mesi la performance delle banche è stata inferiore rispetto ai concorrenti è il settore negli ultimi sei mesi ha mostrato l’andamento peggiore tra i comparti europei. Riguardo al report di JpMOrgan, i tre autori Mislav Matejka, Emmanuel Cau e Siddhartha Singh spiegano che negli ultimi mesi la performance delle banche è stata inferiore rispetto ai concorrenti, facendo conquistare al settore negli ultimi sei mesi l’andamento peggiore tra i comparti europei, ma adesso è il momento di cambiare strategia. “Il mercato è stato troppo preoccupato nelle ultime due settimane dai timori crescenti sulla congiuntura dell’economia sui Paesi periferici e sul rischio geopolitico”. “Tuttavia – segnalano gli esperti della banca americana – noi siamo stati testimoni di queste pressioni che si sono allentate. La chiave a nostro avviso è quella di tenere a mente il quadro generale, e di non rimanere coinvolti dalle correzioni temporali. Il nostro consiglio è uno solo: acquistare sulla debolezza”. A favorire il flusso degli acquisti vanno sommati anche gli sviluppi balenati da Brussels. A favorire il flusso degli acquisti vanno sommati anche gli sviluppi balenati da Brussels.

“Prima di quanto si aspettasse i governi europei hanno trovato l’accordo su alcuni punti”, osservano gli analisti di Equita, ricordando che è stato ridotto di 100 punti base il costo del finanziamento alla grecia e estesa la durata da 4 a 7,5 anni; sono state fornite le garanzie in modo che il fondo EFSF possa spendere tutti i 400 miliardi di dotazione; è stato anche previsto che il fondo possa comprare titoli pubblici sul mercato primario e infine ogni Stato si impegna a prendere provvedimenti per favorire la ricapitalizzazione delle banche che non dovessero passare gli stress test. “I messaggi più importanti – concludono alla sim milanese – riguardano la volontà di sostenere concretamente i governi che si impegnano a politiche di risanamento e di risolvere il problema delle banche sottopatrimonializzate, come hanno fatto gli USA con il Tarp”.

Più prudenti all’ufficio studi di Intesa Sanpaolo. “La riunione del Consiglio Europeo dell’11 marzo ha portato probabilmente a risultati più importanti rispetto a quelli che gli investitori erano giunti ad attendersi dopo un mese di cattive notizie. Tuttavia, le novità preannunciate non rappresentano in alcun modo una svolta cruciale per la crisi”, è l’idea di questi esperti. “La FESF, la cui capacità di prestito sarà innalzata a 440 miliardi, sarà autorizzata ad acquistare titoli di stato sul mercato primario, ma ciò potrà avvenire soltanto eccezionalmente e nel contesto di un programma soggetto a rigorosa condizionalità”.”Con il meeting di venerdì, i leader dell’Eurozona hanno voluto mandare un segnale di speranza e di forza sulla determinazione che ci stanno mettendo per salvare e rimettere sui giusti binari l’Eurozona”, osserva Carsten Brzeski, Senior Economist di Ing Belgium.

“Allo stesso tempo, questa strategia potrebbe essere il migliore biglietto da visita, ma ci sono ancora elementi problematici da non poterci dimenticare”, segnala l’esperto tedesco. “Se, infatti, la determinazione di portare avanti una ristrutturazione del debito è reale, le decisioni di venerdì sono solo il primo passo di una serie di gradini che devono essere compiuti sulla strada del consolidamento fiscale”. Ulteriori novità non sono da escludere a breve. A Brussels proseguirà la riunione dei ministri finanziari della zona euro domani con l’Ecofin. In agenda resta ancora il tema della riforma del meccanismo di stabilità finanziaria europea, dopo che il vertice dei capi di governo di venerdì ha deciso di incrementare a 440 miliardi la capacità di credito effettiva dell’Efsf e di ridurre il costo dei prestiti e di abbassare i tassi d’interesse sui fondi alla Grecia. Venerdì è emerso anche un invito generico a Grecia, Portogallo e Irlanda ad impegnarsi maggiormente nel raggiungimento dei loro obiettivi di risanamento fiscale. Lo stallo del processo di riforma finanziaria in Europa è stato tra gli elementi che la settimana scorsa hanno contribuito al riemergere di forti tensioni sul debito periferico, ma anche sull’euro.