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Le borse festeggiano l’accordo: basterà?

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L’accordo raggiunto a tarda notte a Bruxelles ha messo le ali alle borse europee. Tutti i principali indici del Vecchio continente salgono di oltre il 4% nel momento in cui Wall Street apre i battenti. A Piazza Affari, il Ftse Mib mette a segno un rialzo di oltre il 5% riavvicinando quota 17.000 punti, i livelli di inizio agosto travolti nella fase di maggior panico dei mercati azionari. Si stringono anche gli spread tra bund e Btp. I punti salienti dell’accordo, i cui dettagli devono ancora essere definiti, riguardano l’incremento della potenza di fuoco del fondo salva stati Efsf a 1.000 miliardi di euro, l’accettazione volontaria da parte delle banche di una svalutazione dei bond greci del 50% e il programma di ricapitalizzazione delle banche sistemiche europee per 106 miliardi di euro. Per la Grecia, inoltre, il piano di salvataggio da 109 milioni di euro viene incrementato a 130 milioni. La positiva reazione delle borse potrebbe tuttavia essere legata più alla sensazione che finalmente i governi europei abbiano deciso di agire di concerto e con più concretezza, che all’efficacia del piano stesso che lascia aperti diversi punti interrogativi. Il principale riguarda, ancora una volta, la Grecia. L’haircut del 50% che il settore privato si è dichiarato disposto ad accettare è il risultato di un compromesso tra il 40% desiderato dalle banche e il 60% proposto dalle autorità politiche. Grazie a questa svalutazione il peso del debito greco dovrebbe passare dal 160% al 120% previsto per il 2020. Un livello certo non facile da sostenere. Ancora meno se si considera lo scenario recessivo che interesserà quasi sicuramente la Grecia e i paesi periferici maggiormente impegnati in politiche fiscali restrittive. In una simile ipotesi difficilmente l’haircut del 50% risulterà essere sufficiente.

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