Le Borse europee snobbano i tiratori scelti delle agenzie di rating. Prevale la voglia di rally

Inviato da Micaela Osella il Mar, 21/12/2010 - 10:21
Le Borse europee a quasi un'ora e mezza dal suono della campanella continuano a scambiare in territorio positivo, sulla scia dell'Asia, in un mercato intenzionato a proseguire il rally di Natale, ma con volumi contenuti, in vista delle festività. Londra segna +0,73% a 5.935, Francoforte +0,65% a 7.064, Parigi +0,66% a 3.910 e Madrid +0,69% a 10.075. Anche Milano si adegua al sentiment. Il Ftse Mib sale dello 0,87% a 20.551 punti. Le dichiarazioni del ministro del Commercio, Chen Deming, di supporto agli sforzi dell'Unione europea contro la crisi del debito, che hanno sostenuto l'euro, danno grinta ai listini continentali.
 
L'Europa si è assicurata questa mattina un alleato di peso per contrastare l'avanzata della crisi del debito. La Cina, che ha investito in euro una quota delle sue riserve, che ammontano a 2.650 miliardi di dollari, si è detta pronta a sostenere le misure che l'Unione europea e il Fondo monetario internazionale hanno elaborato per assicurare la stabilità finanziaria nel Vecchio Continente. Lo ha annuciato questa mattina il vice premier cinese, Wang Qishan, in apertura dei colloqui bilaterali economici. Wang ha precisato che Pechino avrebbe aiutato i Paesi membri della Ue a combattere la crisi del debito sovrano.
 
A condurre le fila dei colloqui per la Ue sono schierati il commissario europeo alla concorrenza, Joaquin Almunia, il commissario al Commercio Karel de Gucht e il Commissario per i problemi economici e monetari Olli Rehn. "È interesse fondamentale della Cina e dell'Ue rafforzare ulteriormente la loro cooperazione", ha detto il vice primo ministro, citato dall'agenzia ufficiale cinese. La scorsa settimana, i leader dell'Ue hanno deciso di istituire un meccanismo finanziario sostenibile per l'assistenza dei Paesi europei in crisi, che entrerà in vigore però solo a partire dal 2013. Grecia e Irlanda hanno già beneficiato degli aiuti targati Ue e Fondo monetario internazionale, ma l'escalation della crisi non sembra voler fare sconti.
 
Le prossime pedine a cadere secondo i tiratori scelti della speculazione sono già stati individuati: Portogallo, Spagna, Belgio e Italia nel 2011 potrebbero essere i Paesi più esposti e vedere crescere i tassi di pagamento degli interessi per il loro debito pubblico, continuano a ripetere come una litania gli esperti di mercato. Da qui l'esigenza dell'Europa di trovare non solo munizioni, ma alleati "speciali" per contrastare la crisi. Passa in secondo piano l'ennesimo monito di Moody's, che ha annunciato di aver messo sotto osservazione il Portogallo. in vista di un possibile declassamento che sarà dell'ordine di uno scalino o due.
 
"Nonostante il rialzo delle Borse europee, in area Euro ieri si è assistito ad un calo dei tassi di mercato governativi e swap, in un contesto di allargamento degli spread periferici. Questa mattina si stava invece verificando un allargamento opposto, ossia tassi di mercato in rialzo e spread in restringimento in seguito alle notizie in arrivo dalla Cina", segnalano gli esperti di Mps Finance. "Poi è arrivato l'annuncio dell'agenzia di rating Moody's sul Portogallo e ciò ha contribuito a far risalire leggermente gli spread".
 
"Per chi guarda il mercato azionario italiano la domanda cruciale da porsi oggi è se lo spread attuale tra Btp e Bund decennale (170 bps) rifletta adeguatamente il rischio Italia o meno", osservano gli esperti di Equita. "Secondo noi sì, perché il deficit italiano è gestibile, in quanto il risparmio delle famiglie permette di guardare con fiducia alla sottoscrizione del debito pubblico, le famiglie hanno un debito tra i più bassi d'Europa, non c'è stata una bolla del credito e le banche non hanno problemi di funding", snocciolano gli analisti, convinti che la crisi greca e quella irlandese abbiano indotto le istituzioni europee a muoversi per anticipare una ricaduta nel 2011.
 
"In sostanza ci aspettiamo uno scenario caratterizzato nel mondo occidentale da crescita moderata, ma soddisfacente, nessuna deflazione, tassi di interesse in graduale aggiustamento verso l'alto, crisi dei paesi europei periferici gestita", è l'idea di questi esperti. In quest`ottica le azioni sono un investimento decisamente interessante in quanto gli utili sono in crescita (+26% nel 2010 e +22% nel 2011), le valutazioni ragionevoli e un contesto di tassi in risalita spingerà gli investitori a spostare l`asset allocation dai bond all`equity, dopo un decennio di movimenti in senso opposto.
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