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Le borse europee si tingono di rosso, inatteso calo del tasso di disoccupazione europeo

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Petrolio e banche penalizzano le borse europee: a Londra il FTSE100 ha terminato in calo del 2,28% a 5.922,01 punti, il Cac40 ha lasciato sul campo il 2,47% a 4.283,99 e l’Ibex è sceso del 2,96% a 8.528,7. -1,81% del tedesco Dax che si è fermato a 9.581,04. Seconda seduta consecutiva di vendite per il greggio, in calo del 3,27% a 33,12 dollari il barile nonostante, stando alle indiscrezioni raccolte dall’agenzia Reuters, le autorità russe si siano dette disponibili ad incontrare gli altri Paesi produttori per concordare misure comuni. A penalizzare il comparto sono inoltre i numeri di British Petroleum (-8,59%) che ha chiuso il quarto trimestre con un crollo dei profitti (-91%) a 196 milioni di dollari.

Gli istituti di credito pagano pegno alle dichiarazioni di Mario Draghi sulla necessità di non fare passi indietro sull’applicazione della direttiva sulle risoluzioni bancarie e ai conti di Ubs. Nonostante un utile in aumento dell’11% nel quarto trimestre, il colosso svizzero ha terminato in calo del 6,83% a causa dei forti deflussi registrati nel wealth management.

Indicazioni contrastanti quelle arrivate dai dati macro. Meglio del previsto il tasso di disoccupazione di Eurolandia, sceso a dicembre 2015 al 10,4%, dal 10,5% della precedente rilevazione (11,4% a dicembre 2014), mentre ha deluso l’indice dei prezzi alla produzione, in calo dello 0,8% mensile nell’ultimo mese dell’anno (consenso -0,4%).