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Le Borse europee rimbalzano

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Dopo il pesante tonfo di ieri, con perdite superiori a tre punti percentuali, le Borse del Vecchio continente sembrano, almeno per il momento, avere accantonato le dichiarazioni del presidente delle Banca centrale europea, Jean Claude Trichet, che nel corso di un intervento alla commissione Affari economici del Parlamento europeo aveva dichiarato, senza molti giri di parole, la sua intenzione di non volere ridurre il costo del denaro per paura di favorire la corsa dell’inflazione.


Da Parigi a Francoforte, per poi passare per Londra il rimbalzo sta contrassegnando tutti i principali listini europei. Il Dax guadagna il 4,29% a 6.715,28 punti, mentre sul listino francese il Cac40 mette a segno un rialzo del 4,47% a 4.844,19 punti. Semaforo verde anche per la City, che avanza del 3,13% a 5.784 punti.
Complice della ripresa il rally di Wall Street, che dopo avere viaggiato in territorio negativo per tutta la seduta, ha recuperato le perdite nel finale ribaltando completamente la situazione iniziale: a New York, il Dow Jones ha terminato in aumento del 2,5% a 12.270,17 punti, lo Standard & Poor’s ha guadagnato il 2,14% 1.338,60 punti. Giornata dal doppio volto anche per il Nasdaq, sprofondato fino a -3,91%, ha chiuso le contrattazioni a +1,05% a 2316,41 punti.

Notizie positive sono giunte anche dall’Asia. Anche il mercato azionario nipponico ha terminato gli scambi in rialzo: il Nikkei ha messo a segno un progresso del 2,06% a 13.092,78 punti. È la seconda seduta consecutiva in positivo per l’indice guida giapponese. Mentre il Topix è avanzato del 2,8% a 1.284,45 punti.


Dal fronte societario, oltre alla raffica di trimestrali i n arrivo (tra le più attese quelle di Nokia e Fiat), è Société Générale a essere sotto i riflettori. La banca francese ha annunciato di avere subìto una frode all’interno della propria divisione brokeraggio che le costerà 4,9 miliardi di euro. Lo comunica la stessa banca in una nota ripresa dall’agenzia Bloomberg. A questa cifra devono essere sommati 2,05 miliardi di svalutazioni legate al dissesto subprime. Da qui la decisione dell’istituto francese di cercare sul mercato 5,5 miliardi di euro di capitali freschi.