Le Borse europee rallentano il passo, denaro su Rbs dopo i conti

Inviato da Micaela Osella il Ven, 05/11/2010 - 10:16
Tirano un po' il fiato le Borse europee a un'ora dall'avvio delle contrattazioni dopo la buona prova della vigilia. I principali mercati del Vecchio Continente partiti positivi, sui massimi degli ultimi sei mesi per la terza seduta consecutiva, adesso si muovono in ordine sparso. Le enormi iniezioni di liquidità nel sistema pianificate dalla Banca centrale americana hanno riacceso la voglia di rischio tra gli investitori, ma adesso prevale la prudenza.
 
L'attenzione del mercato nel pomeriggio sarà rivolta  al dato mensile sull'occupazione Usa, fattore tra i più seguiti dalla Fed per le sue decisioni di politica monetaria. Stando alle previsioni, il tasso di disoccupazione dovrebbe restare bloccato al 9,6% per il terzo mese di fila, mentre ci si attende che il settore privato abbia creato 80.000 nuovi posti.
 

Nelle sale operative segnalano che il dato servirà a capire se è sostenibile il rally scattato ieri dopo le decisione del Fomc. "Non si può ignorare il momento e le cattive notizie potrebbero essere ignorate nel breve termine. La visione è che c'è una banca centrale pronta ancora una volta ad assicurare che l'economia non ricada nella recessione", osserva un broker.

In attesa dei dati sugli occupati Usa, con i prezzi dei metali in rialzo a seguito della misure di stimolo all'economia decise dalla Fed, intorno alle 10 l'indice Ftseurofirst 300 sale dello 0,34%, dopo il balzo dell'1,7% ieri a seguito della decisione della Fed di comprare fino a 600 miliatdi di dollari di bond per sostenere l'economia Usa. Sulle singole piazze l'indice Ftse 100 britannico cede lo 0,02%, il Cac 40 francese lo 0,04% e il Dax tedesco lo 0,09%. A Milano fa peggio il Ftse Mib in flessione dello 0,28% a 21.408 punti.

In Europa intanto tengono banco le trimestrali. E' Royal Bank of Scotland a catalizzare l'attenzione. La banca britannica a parziale controllo pubblico ha ridotto la sua perdita trimestrale a 1,15 miliardi di sterline nel terzo trimestre dagli 1,8 miliardi dello stesso periodo del 2009 e il titolo ne approfitta in Borsa. Nel dettaglio nei tre mesi terminati a settembre Rbs ha riportato una perdita operativa di 132 milioni di sterline, a fronte di un utile di 869 milioni nel secondo trimestre. Sugli utili hanno pesato oneri pari a 858 milioni di sterline legati a variazioni del fair value del debito di gruppo. Al netto di tale posta l'utile operativo si attesta a 726 milioni di sterline, grazie a un calo del 21% nelle sofferenze rispetto al trimestre precedente.

Il gruppo di Edimburgo ha spiegato che gli accantonamenti a copertura delle perdite sui crediti sono scesi a 1,95 miliardi di sterline. "I nostri risultati trimestrali mostrano che continuiamo a fare progressi nella nostra ripresa", ha commentaot l'amministratore delegato, Stephen Hester, "stiamo portando a compimento quanto ci eravamo ripromessi". Rbs ha sottolineato che le condizioni del quarto trimestre restano problematiche per il suo ramo di investment banking mentre i trend per i rami retail e commerciale sono in linea a quelli del terzo trimestre.

La banca ha previsto che un'imposta che il governo britannico intende applicare agli istituti finanziari costerà 225-250 milioni di sterline il prossimo anno e tra 350 e 400 il successivo. A fare compagnia ad Rbs è questa mattina la più grande banca europea, Hsbc, che ha chiuso in nero il terzo trimestre. Anche in questo caso la voce accantonamenti è risultata in calo, scendendo ai livelli più bassi da inizio 2007.
 
Hsbc ha chiuso il terzo trimestre con un utile "ben oltre" quello dello stesso periodo del 2009, grazie al calo delle sofferenze bancarie negli Usa. Lo ha detto l'amministratore delegato Michael Gheoghegan, avvertenndo tuttavia che "gli ultimi dati sui mercati emergenti indicano un rallentamento della ripresa e qualche probabile scossone nella strada davanti a noi".
 
Ieri indicazioni positive dal comparto finanziario erano arrivate da Bnp Paribas, che ha firmato una trimestrale oltre le attese degli analisti. Numeri che hanno confermato il trend positivo avviato il 3 ottobre da SoceGen, che ha inaugurato la stagione delle trimestrali degli istituti transalpini. E la prossima settimana si entra nel vivo anche in Italia: il 9 novembre sarà la volta Unicredit, il 12 di Intesa SanPaolo.
 
Gli analisti di Ubs prevedono che le banche italiane nel terzo trimestre 2010 inizieranno a beneficiare della crescita dell'Euribor e di una certa normalizzazione nel trading: le commissioni dovrebbero risultare modeste vista la stagionalità, mentre gli accantonamenti dovrebbero iniziare a scendere gradualmente. Per gli esperti della boutique svizzera la guidance dei vari istituti dovrebbe essere più positiva rispetto ai trimestri passati, anche grazie al miglioramento della qualità dell'attivo.
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