1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Le Borse europee proseguono vivaci la seduta, a Wall Street GM non manca l’occasione

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Si avviano a chiudere in territorio positivo la seduta le Borse europee, spalleggiate dalla buona intonazione di Wall Street. Anche Milano è ben impostata seppur con un po’ più di prudenza. L’indice Ftse Mib sale ora dell’1,18%, con acquisti che premiano soprattutto Stm (+3,66%) e Fiat (+3,22%). E’ una giornata storica per il settore dell’auto. Oggi è il giorno del ritorno della 500 negli States. La piccola italiana, che tornerà a correre sulle strade delle metropoli americane, da New York a Chicago, da Miami a Los Angeles, è l’ultima scommessa su cui si gioca l’avventura americana dell’amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne. Un automobile dal forte potere evocativo, che punta a diventare il nuovo status symbol. La baby Fiat punta laddove è già riuscita la Mini. E ha le carte in regola per farcela.


“Oggi è una bella giornata. La 500, primo risultato tangibile dell’alleanza Fiat-Chrysler, avrà un grandissimo futuro. Siamo soddisfatti di quello che siamo riusciti a ottenere”, ha annunciato Marchionne, ricordando che “sono 27 anni di assenza dal mercato americano e torniamo con orgoglio”. Chi guarda oltre al Marchionne Show sono gli analisti di Citi, che in un report uscito oggi, hanno alzato il target su Fiat portandolo a 16 euro da 15, pregustando lo spin dell’Auto a gennaio.

“Pensiamo che il mercato stia giustamente rifocalizzandosi sulla valutazione separata di Fiat Industrial e della nuova Fiat auto, su cui è ormai partito il conto alla rovescia in vista di gennaio”, si legge nella nota. “Questo report considera separatamente i due asset, arrivando a giustificare la leggera revisione all’insù del prezzo obiettivo a 16 euro di riflesso delle valutazioni più generose date a Chrysler e Ferrari”. A surriscaldare l’atmosfera attorno a Fiat è anche il ritorno in Borsa di General Motors che non ha mancato le attese. La casa automobilistica di Detroit ha firmato un debutto con il botto a Wall Street, dopo essersi aggiudicata la maggiore Initial public offering della storia statunitense: GM, finita in bancarotta l’anno scorso e salvata dal governo americano, con il ritorno in Borsa mette la parola fine a uno dei capitoli più difficili.


In fase di quotazione Gm ha raccolto 20,1 miliardi di dollari con la vendita di azioni ordinarie e privilegiate, battendo i 19,7 miliardi di dollari raccolti da Visa nel 2008. Nelle prime battute di contrattazioni, il titolo è balzato subito al di sopra dei 35 dollari per azione, attestandosi a 35,40 dollari. Al momento è scambiato a 35,55 dollari per azione, in rialzo di 2,55 dollari, il 7,73%, rispetto al prezzo di collocamento di 33 dollari per azione fissato ieri.


Oggi “è un gran giorno per l’America, incredibile ed entusiasmante”, ha commentato l’amministratore delegato di General Motors, Dan Akerson, intervistato sul floor di Wall Street. “Mi aspetto che il titolo sia scambiato tra 35 e 36 dollari e sarò felice se chiuderemo in rialzo”, ha aggiunto, sottolineando che all’Ipo partecipano “investitori istituzionali, ma anche molti piccoli”.


Akerson, che ha suonato la campanella che ha dato l’avvio alle contrattazioni al Nyse, ha anche parlato dell’investimento di Saic, il colosso automobilistico cinese che con l’Ipo acquisirà una partecipazione dello 0,97% in Gm: “la Cina è un mercato importante, dove abbiamo un grande partner”. Il gruppo asiatico ha annunciato ieri sera che rileverà una quota nel capitale di General Motors (Gm). Secondo recenti indiscrezioni, Saic si collocherebbe a circa l’1% a fronte di un investimento di 500 milioni di dollari. E proprio il dossier Cina è più che mai d’attualità a Torino. Nel paese asiatico Lorenzo Stintino è ormai in missione quasi permanente. Anche in questi giorni il responsabile delle attività internazionali del gruppo di Torino è in Asia. Il motivo? Accelerare i tempi dei nuovi progetti. Magari da annunciare in questi giorni al Salone dell’Auto di Los Angeles.