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Le Borse europee dopo i fuochi di artificio su Basilea 3 tirano il fiato

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Dopo i fuochi d’artificio della vigilia, le Borse europee tirano il fiato. Sul mercato si è fatta largo l’idea di prendersi una pausa dopo quasi tre settimane di rally ininterrotto che ha portato alcuni indici chiave sui massimi dallo scorso aprile. Così ecco che in questo momento il Ftse All Share segna +0,05% e il Ftse Mib +0,06%. Variazioni frazionali anche per Francoforte (+0,03%), Londra (+0,08%) e Parigi (+0,05%).


Ieri l’indice FTSEurofirst 300 ha archiviato la seduta in corsa dello 0,6% trascinato dai titoli bancari che hanno festeggiato l’accordo su Basilea III. Anche a Piazza Affari il mercato ha accolto positivamente il pacchetto di regole definitive di Basilea 3, con rialzi generalizzati che hanno toccato tutti i titoli del settore, con particolare riguardo a quelli ritenuti patrimonialmente più fragili come Banca Mps e Banco Popolare.

La patrimonializzazione media delle banche italiane già soddisfa i requisiti minimi a regime e il periodo di grandfathering sui bond statali, che peraltro verranno presumibilmente rimborsati entro il 2013, per la loro onerosità, consentirà a quelli istituti meno capitalizzati di ripristinare gradualmente coefficienti patrimoniali adeguati, osservano diversi analisti.


“Il lungo periodo di transizione alle nuove regole sul capitale ha fatto venire meno i timori di possibili ravvicinate operazioni di ricapitalizzazione da parte delle banche più fragili del sistema”, segnala Luca Comi di Centrosim. “Al di là di un primo sommario esame delle regole generali sul capitale, mancano ancora diversi particolari e dettagli tra cui la puntuale definizione degli strumenti che potranno far parte del capitale regolamentare, i requisiti di liquidità e le regole per il trattamento dei rischi di controparte e i requisiti addizionali per le banche con rischio sistemico”, avverte l’esperto.


Ad ogni modo l’annuncio dell’accordo è stato accolto “con immenso sollievo”, nota Marc Pado di Cantor Fitzgerald “perché è l’incertezza che danneggia il mercato”. Per Carlo Digrandi, analista di HSBC Bank, le indicazioni arrivate da Basilea non sono state in realtà così sorprendenti. “Nelle scorse settimane c’è stata molta speculazione su quelli che sarebbero stati i requisiti minimi di capitale richiesti al sistema creditizione europeo e adesso la fase di implementazione delle nuove regole è più che soddisfacente”, segnala l’esperto della banca inglese.


“Le nostre previsioni suggeriscono che le banche europee dovrebbero essere già in grado di soddisfare i requisiti entro la fine del 2010”, prosegue Digrandi. “Non sono state dati indicazioni precise sul timing dell’introduzione del buffer, ma siamo convinti che dovrebbe essere introdotto gradualmente. Tenendo conto che il Core Tier 1 dovrà essere garantito sulla soglia del 4,5%, le banche dovrebbero essere in grado di avere un Core Tier 1 al 9,5% entro il 2018”, prevede l’esperto. Ad ogni modo il periodo di transizione per l’applicazione dei nuovi requisiti patrimoniali più lungo del previsto permetterà agli istituti della Vecchia Europa di raggiungere tranquillamente i nuovi target di capitali indicati da Basilea 3.