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Le banche, il web e la crisi che non c’è

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Il tema della comunicazione finanziaria in tempi di crisi torna alla ribalta. Nell’ultimo anno la bufera finanziaria e i suoi effetti sono stati affrontati in diversi modi sul web: c’è chi ne ha parlato in toni pessimistici e allarmanti, chi ha preferito non esasperare la situazione, e chi ha, invece, mostrato una vera e propria reticenza a parlarne. E’ il caso della maggior parte delle società di servizi finanziari: circa il 66% non ha infatti comunicato adeguatamente sul proprio sito internet gli effetti dell’attuale crisi economico-finanziaria, anche se in molti casi la Rete è stato ed è uno dei primi luoghi a cui si rivolgono clienti e investitori in cerca di informazioni e rassicurazioni. Una tendenza messa in evidenza da Weber Shandwick che ha analizzato i siti web di 55 società da metà febbraio a fine febbraio. Un esempio su tutti: soltanto due siti hanno citato la frode di Bernie Madoff.
“Il livello di informazione erogata in homepage è gradualmente aumentato da metà ottobre a metà febbraio, passando dal 27% al 45%, per poi precipitare bruscamente nell’ultima settimana di febbraio, apparentemente senza nessuna ragione specifica”, spiega la nota.


Se si entra nello specifico dell’analisi condotta da Weber Shandwick emerge che “quando banche e istituti finanziari hanno dato comunicazione nelle prime pagine dei siti, sono state tre le principali tipologie di messaggio veicolate più spesso: aggiornamenti sullo stato dell’economia, informazioni sulla solidità e longevità della società e, meno frequentemente sebbene siano più importanti in questo periodo di crisi, hanno comunicato messaggi diretti al pubblico dei clienti per rassicurarli sulla propria sicurezza finanziaria”.

Secondo Furio Garbagnati, amministratore delegato di Weber Shandwick, non è sufficiente comunicare soltanto in tempi buoni. “Sulla base della nostra analisi – spiega – raccomandiamo alle società di utilizzare l’homepage del proprio sito, che si rivela una leva di comunicazione a basso costo e a elevato impatto, per comunicare in maniera più diretta e personale con gli azionisti, fornendo informazioni e risposte alle preoccupazioni dei clienti e degli investitori”.
Fino ad oggi, i gruppi del comparto finanziario quotati sono stati i più propensi a trattare l’argomento della crisi nelle proprie homepage aziendali. Tutte lo hanno fatto almeno una volta entro fine febbraio 2009. Le banche commerciali non sono state invece così sollecite all’inizio del periodo esaminato, ottobre 2008, ma hanno iniziato a comunicare in maniera più incisiva a partire dal mese successivo.