Le banche e il nodo della copertura dei crediti dubbi, per Equita le popolari sono più a rischio

Inviato da Alberto Bolis il Mar, 29/01/2013 - 10:57
Quotazione: UNICREDIT GROUP
Quotazione: UBI BANCA
Quotazione: B P EMILIA ROMA
Quotazione: BANCO POPOLARE

Il focus sulle banche italiane si è spostato dal capitale ai crediti problematici. Lo dimostrano i recenti richiami della Banca d'Italia, arrivati quasi in contemporanea con la missione del Fondo monetario internazionale nel Belpaese. Gli esperti di Via Nazionale e l'istituto di Washington stanno verificando le coperture dei crediti dubbi degli istituti tricolori. "Abbiamo ipotizzato che lo stress test dei regolatori richieda alle banche di colmare il 50% del gap di copertura dei crediti dubbi rispetto ai livelli pre-crisi e di riportare il mix di questi crediti a tali livelli", spiega Equita in un report raccolto da Finanza.com.

Secondo gli analisti della sim milanese le banche popolari subiranno gli impatti maggiori visto che, rispetto al 2008, hanno registrato livelli più elevati di riduzione nelle coperture: meno 15 punti percentuali al 40% per i non perfomance loans (attività che non riescono più a ripagare il capitale e gli interessi dovuti ai creditori) e meno 5 per cento al 15% per gli incagli. A livello settoriale, Equita prevede rettifiche pari a 6,5 miliardi di euro (circa 36 punti base di Core Tier 1) e le banche maggiormente impattate saranno Banco Popolare, Popolare dell'Emilia Romagna e Ubi Banca.

"Molte di queste banche hanno messo a segno un forte rimbalzo in Borsa negli ultimi mesi e ci aspettiamo qualche presa di profitto anche in scia ad una debole stagione per gli utili", spiegano gli analisti che hanno ridotto il giudizio su Banco Popolare (a hold da buy), su Bper (a hold da buy) e su Ubi Banca (a reduce da hold). Gli impatti negativi saranno però in parte mitigati dal calo degli spread sui titoli di Stato: "per il Banco si riduce a 22 punti base di Core Tier 1, per la banca emiliana a 53 punti base".

A correre i minori rischi saranno le banche più grandi e quelle che vantano una maggiore diversificazione geografica. Per questo motivo Equita ha alzato la raccomandazione su Unicredit a buy dal precedente hold. In base ai calcoli del broker, piazza Cordusio, sul portafoglio italiano, "ha registrato un calo di 12 punti percentuali nella copertura delle sofferenze (al 54%) e del 4% sugli incagli (al 29%). Un livello di copertura sopra la media del sistema bancario italiano".

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